sabato 2 febbraio 2008

POESIA DUE


Vento che porti via porta via anche me

portami via perché

non so fare che poesia

tu portami via

là dove finiscono le storie

dove non c’è memoria

fuggendo troverò

quello che non so?

POESIA UNO



Camminano su pietre puntute

che squarciano i piedi io dico

venite qui, c’è l’erba

sorridono senza sostare sento

che dentro il loro petto i gemiti strappano

il cuore

perché continuare a camminare

su pietre

tinte del sangue di chi li precede?

io dico

volete che sulle pietre anch’io cammini?

Sorrisi

cupi

e non danno risposte.


mercoledì 30 gennaio 2008

BRICCONIA NEWS: il precario 2.

Non ha ancora trent’anni, laureato, due anni di contratti a termine presso una grande azienda, licenziato e riassunto, bistrattato, sottopagato, nessun futuro prospettato, perfino molestato dalla capa… “Era meglio quando facevo i gelati. Ci guadagnavo anche di più.” “E adesso?” “Cina. Sono qui da un anno. Senza contratto. Abusivo. Mi hanno già portato dentro, i poliziotti mi hanno terrorizzato, messo nudo, provocato, poi un’amica del posto li ha convinti che non ero un contrabbandiere. Tu americano! gridavano. E io No, italiano! Bella roba essere italiani.” “E dopo?”

“Appunto. E dopo? Lascio questo posto, ho messo via qualche soldo, ma non è una situazione sostenibile. Ho trovato a Hong Kong, ma con quanto mi pagano non si riesce a vivere in una città così cara. Sono in contatto con un tour operator in Libia, e anche se i soldi sono pochi almeno sono vicino a casa.” “E in Italia?” “Sì, posso tornare a fare gelati. In nero.” “Uhm… vorresti qualcosa di meglio, però, vero?” “Vorrei una vita.” Non ha ancora trent’anni. Capace e onesto, affidabile e intraprendente, laborioso ed efficiente… ma è un precario e tutto il resto non conta.

BRICCONIA NEWS: il precario


Il premier di Bricconia è stato arrestato. Ha dichiarato: “Io sono innocente. Tutto quello che faccio è lecito perché ho l’infallibilità e Dio sta con me. Se non è legale è perché i terroristi si sono infiltrati nella magistratura. Volete processarmi? E io vi faccio mettere una bomba sotto la macchina”. I giudici gli riconoscono subito le attenuanti, la scadenza dei termini, la prescrizione e l’intangibilità. Sommando, si è pervenuti all’assoluzione. Domandiamo a un giovane precario: “Che opinione ti sei fatta del premier?”. “Ha colto un’opportunità.” “Ha fatto castrare mille tra comici e giornalisti.” “Quelli sono sfigati.” “Ha incamerato nel patrimonio personale palazzo Venezia, le Poste, la Rai e diecimila miliardi di euro.” “Mica scemo.” “Ti ha dimezzato lo stipendio.” “Sì, ma ha aumentato l’età della pensione”. “Come fai ad arrivare alla fine del mese?” “Prendo esempio, no? Evasione fiscale, lavoro nero, truffa, sfruttamento, furto, superenalotto e se riesco ad apparire in televisione non lavoro neanche più. Mica voglio fare lo sfigato, io.” “Ma… fa gli interessi della criminalità organizzata.” “Era ora che qualcuno pensasse a organizzarsi.” “Non vorresti dei politici onesti?” “Quegli sfigati? Uno che fa politica e non ne approfitta… non sono mica così coglione da dargli il mio voto.” “E a chi daresti il tuo voto?” “Che so… uno figo… sai quello che hanno messo in galera l’altro giorno? O magari uno del grande fratello, ma uno che ha vinto, che si è fatto un’esperienza. A una donna no, le donne al di fuori di quello… Anche un calciatore, però. Ci vuole uno macho, non uno sfigato.” “Che lavoro vorresti fare?” “L’immobiliarista. Fin da piccolo mi piaceva giocare con il lego.” “Che cosa vorresti costruire?” “Niente. Mi faccio finanziare dalle banche e poi scappo con i soldi assieme a una velina. Figo, no? ”

lunedì 28 gennaio 2008

DADDA E IL FANTASMA




"Caro Aquilino,
ti ringrazio per l'invito a leggere il tuo primissimo libro per ragazzi; L'ho letto con interesse, certamente lo stile del tuo racconto non è come quello che ho conosciuto leggendo i libri della
mia infanzia o i racconti che leggo ai miei "bambini", ma proprio per questo mi ha colpito positivamente.
Romolo non è certo un ragazzino con degli handicap -come scrisse al tempo la casa editrice- tutt'altro; Romolo a mio parere è piuttosto un ragazzino che si sforza di crescere e questo produce in lui nostalgia per la sua passata e felice infanzia dove vedeva il suo papa' grande e forte, ma purtroppo come è successo alla maggioranza di noi tutti a quell'eta', un bel giorno scopre che gli adulti non sono degli esseri perfetti . Tu hai reso molto bene l'idea , facendo ricordare a Romolo l'episodio della caduta dalla bicicletta, personalmente io, a quell'età non caddi dalla bici ma la mia caduta e scoperta che il mio papa' non era quell'essere perfetto che credevo
la ebbi su un pullman all'età di dieci anni, ma questa ormai è preistoria.
Con affetto Dadda e i suoi quasi figli."
http:// Tittieco.wordpress.com

mercoledì 23 gennaio 2008

PUPINE E PUPINI


Sto per raggiungere la scuola dell'infanzia dove mi aspettano "pupine e pupini" di cinque anni. Ogni bambino ha portato un pupazzo, gli ha dato un nome, ha scelto un rapporto (amico, padre, zio...) e l'ha disegnato. Dall'interazione dei pupini sono nate storie che ho trascritto e arricchito con filastrocche. Sono IL TEMPORALE, LA FESTA DI COMPLEANNO, IL MAL DI PANCIA, L'ORSO NELLA FORESTA, IL PUPINO RITROVATO. Oggi cominciamo a recitarle. L'entusiasmo è alle stelle, ma si lavora (si gioca) con ordine e rispetto per gli altri. Per me, queste sono fughe benefiche. Abbandono il mondo triste e tristo degli adulti e mi tuffo tra le meraviglie dell'universo non ancora plasmato dalla bieca prepotenza dell'uomo.

lunedì 21 gennaio 2008

DOVE ANDIAMO?


Chiedo scusa. Poche ore dopo avere pubblicato "passeggiata domenicale", l'onorevole Mastella dichiara: "Lasciamo la maggioranza, l'esperienza di questo centrosinistra è finita". Profeta di sventure? Mmm, piuttosto, allora, profeta sventurato. Non è colpa della nebbia di cui parlo nel post. Non c'è nebbia per chi vede sempre chiaro davanti a sé, e vede solo davanti a sé.

PASSEGGIATA DOMENICALE


Dove andiamo? La nebbia nasconde la strada. A destra e a sinistra campi di brina. Uno scoiattolo sull'asfalto, sembra dormire, ma è morto: una gazza l'ha ucciso a colpi di becco. Un motore lontano: la voce rauca e stanca di un drago? Un'auto ci supera a velocità idiota. Estinti, i draghi. Finito il tempo dell'immaginazione. Ora se ci domandiamo: dove andiamo? - non c'è risposta. Sembra tutto immobile, silenzioso, assente. Ma siamo circondati da spettri. Cinghiali? Sarebbe una consolazione. No, hanno musi umani. Sono eleganti, anche se le sagome indistinte di zombi risultano inquietanti. Parlano in modo forbito, ma esprimono solo minacce. Vogliono il sangue di noi che camminiamo più svelti, scossi da brividi. Sono avidi, disonesti, cinici, violenti, volgari. I predatori peggiori. Un lampo d'ala sul grigio: è il falco che se ne va lontano, spodestato dai rapaci umani. E noi dove andiamo? Lontano da loro, se possibile. Lontano dagli stadi, dalle piazze gremite, dai seggi parlamentari, dagli studi televisivi, dalle ville in Sardegna, dai locali per vip, dalle adunate nere, dalle nuove crociate, dalle violenze in famiglia, dalle bande degli ignoranti, dagli evasori fiscali, dai finti intellettuali, dalle orde barbariche che cavalcano le suv, dalle associazioni degli ipocriti bigotti, dagli scrittori per soldi, dai giovani egocentrici arrivisti, dai branchi di sentenziatori e opinionisti... Ma dove andiamo? Davanti non si sa, a destra e a sinistra solo campi di brina... Proviamo a cercare un sentiero di brina. Quanto silenzio! Dove si saranno rifugiati gli uccelli? Andiamo a cercarli. Seguiamo il loro volo. Voliamo alti. Al di sopra della nebbia. Quanto pacato silenzio! Si sta bene, qui, lontano.