giovedì 18 marzo 2010

ALLEGRI, GENTE... CHE DISGRAZIA!


TEATRO COMUNALE di OLEGGIO
SABATO 20 marzo alle ore 21.00
replica di
"Allegri, gente... che disgrazia!"

L'ARLECCHINO


Una prova di "Arlecchino servitore di due padroni" dall'album facebook di Stefano De Luca.

martedì 16 marzo 2010

PROSA PROSA


Ad aprile escono tre libri.
"Dentro l'incubo... neonate scatenate" con Ardea di Napoli, per il secondo ciclo. "Danze di pace" con Melamusic di Verona, sempre per la scuola elementare. E finalmente finalmente... il mio primo libro per adulti. La settimana scorsa ho corretto le bozze, ieri mi è arrivata la copertina, e "Un fauno in legnaia" è già in stampa. Poi, a maggio/giugno uscirà quello a sfondo storico, "Le crociate dei santi innocenti".
Sono proprio contento di avere conosciuto Claudio Messina e la sua editrice Robin di Roma. Per caso. Un caso felice. Claudio pubblicherà anche il secondo episodio con protagonista Albino Guidi: "D'Armonia, di sangue", a marzo 2011, di cui non voglio anticipare niente.
Sto ancora aspettando la conferma di M.B. sul primo volume di una trilogia davvero straordinaria, che dovrebbe uscire a ottobre, ma sono fiducioso che il progetto avrà un lieto fine.
Ho sospeso la scrittura di "Il cielo dei miti" perché mi è venuto il desiderio di sistemare un romanzone fantasy di quattro anni fa, "Mitoh". Molto ricco di personaggi e immagini, devo dargli una ripulita drastica, ma in pochi giorni mi sono reso conto che il libro c'è e che è originale ed emozionante.
Penso di finirlo per la fine di aprile. Poi continuerò con i miti e poi... chi lo sa. L'importante è scrivere: teatro, prosa, poesia, filastrocche... L'importante è sgusciare via dalle grinfie di questa società italiana tenebrosa e tragica, eppure meschina e mediocre. Quando è la stessa vittima a osannare il proprio persecutore, il meglio che si possa fare è voltarle le spalle, sedersi con un libro, mettersi alla tastiera, uscire in giardino e confidarsi con le piante.

TEATRO TEATRO


Per una serie di cose, mi sono ritrovato a mettere in scena tre spettacoli. Troppi. Uno, comunque, sta per essere accantonato: sabato prossimo la replica di "Allegri, gente... che disgrazia!". Un altro, "Gli occhi del drago", è pressoché pronto. I ragazzi della Quinta Verjus sono stati straordinari. Tutti hanno partecipato con entusiasmo e il risultato mi riempie di soddisfazione. I costumi sono impostati, Gianna e Mariuccia stanno costruendo il drago in rete, cartapesta, gommapiuma e stoffa. Lia sta preparando le cinque canzoni metal da cantare in diretta. Il 16 maggio sarà una grande serata.
Problemi ci sono invece con il terzo spettacolo. Si fa bene teatro con la scuola materna, con la scuola elementare, con la prima media... poi sarebbe meglio fare qualcos'altro. Magari (come anche per la lettura) dopo i quindici anni ritorna la motivazione, ma per il momento la mente è altrove, l'attenzione è scarsa, la forza di volontà debole... Per fortuna, questo non vale per tutti. Ma se l'opera da rappresentare è corale e richiede sintonia e sincronia e se in un gruppo di tredici ce ne sono tre o quattro che non studiano la parte a memoria, non si responsabilizzano e sono spesso assenti... ecco che tutto quello che si fa appare inconcludente e incompiuto.
Sabato ho fissato l'anteprima del primo atto, in modo che i genitori si rendano conto della situazione. Ce la possiamo ancora fare, ma con un lavoro più partecipato e serio.
D'ora in poi viene a darci una mano Antonio Cutri, l'attore che interpreta il Pirin nella commedia di Cacao. Mi fa piacere perché è bravo ed è abituato a lavorare con i ragazzi. Oggi abbiamo perfezionato insieme due gag di Arlechin e alcune caratterizzazioni.

Riguardo al resto, i rapporti con "Lupusagnus" si sono un poco raffreddati. Aspettiamo il disgelo. Rita Mattachini e Romina Gambaro stanno allestendo "Il più bello di tutti i fratelli", la storia di mio zio (da cui ho preso il nome) ammazzato dai fascisti.
Con Giulia Viana e Giacomo Ferraù ci vediamo dopo Pasqua per fare uno spettacolo insieme. E anche con Antonio si avvierà il progetto di uno spettacolo per due attori.
Non è comunque tempo di teatro. Ora è tempo di prosa.


mercoledì 10 marzo 2010

POESIA TRENTADUE


Ci vuole un vento forte, di tempesta
che sibili sconquasso, fragoroso.
I suoi artigli con moto vorticoso
afferrino costoro di cui basta,
non si tollera più la guasta casta,
il limite ha passato, sia finita.
Li portino lassù tra terra e cielo,
dove l’aria non ha miasmi, è pulita,
e di colpo dagli occhi strappi il velo
che li ha resi ottimati vincitori
e non sono che feccia truffatori.
Nudi tra le nubi gli impenitenti
si proclamano già santi e innocenti
e allora dopo il vento una bufera
dalla voce fatale, forte e fiera
li porti via per sempre, e poi sia festa.

THE HURT LOCKER


Ne avevo già visti dieci minuti e mi ero annoiato. Dopo l'Oscar l'ho rivisto per più di metà e mi sono annoiato ancora. Senza emozioni. Ancora il gusto della tecnologia e delle armi. Ancora John Wayne. Ah, è una critica alla guerra? Ah, è un capolavoro? Quante cose scopro leggendo le recensioni su mymovies.it! A me sembra che ci sia ben poca differenza tra questo film e quello sui Berretti Verdi. La guerra spersonalizzata. I soldati americani sempre i più bravi e gli unici umani. Gli altri nemmeno vittime. Cose che esplodono, gli altri. Tanto, non sono americani. Ma perché invece di fare film critici sulle proprie guerre non smettono di farle? Prima ammazzano milioni di persone (è dai pellerossa che la storia si ripete) e poi fanno gli intellettuali rompiscatole che comunque salvano sempre e comunque la Grande America. Eh, no. Guerra, film, Oscar. Come li mettiamo, in ordine di importanza? Prima l'Oscar. Sono sempre tutti contenti, alla cerimonia. Tutti molto eleganti. Ci si chiede che cosa c'entri il cinema. Sono lì per una questione di narcisismo e soldi, non per l'arte. Poi viene il cinema. Ultima la guerra. Per gli americani non esiste nemmeno la guerra vera. Esiste solo quella del cinema e della televisione. La guerra vera non è elegante e non fa tutti contenti. Eppure continuano a farla. Mi è spiaciuto per Avatar.

lunedì 8 marzo 2010

GLI OCCHI DEL DRAGO: costumi


Oggi le prime prove dei probabili costumi. Presenti Elisa, Gianna e Matriuccia. Scatoloni di rimanenze di vecchi spettacoli, sacchetti di vestiti usati, teli e accessori... Si pesca, si prova, si discute, si approva, si migliora... I ragazzi sono già pronti e d'ora in poi facciamo solo prove generali per approfondire i personaggi e caratterizzarli con maggiore efficacia. Sono stati davvero bravi, pur essendo alla loro prima esperienza. Il testo li ha aiutati (un teatro fantasy!), ma loro ci hanno messo tantissimo entusiasmo e sono sempre stati responsabili e disciplinati. Hanno imparato molto sull'espressività del corpo e della voce, sul rapporto tra attori e con il pubblico... E io sono soddisfatto. Ora c'è da costruire il drago. Si preannuncia molto impegnativo. Ma Gianna ne farà di sicuro un capolavoro.

domenica 7 marzo 2010

UN CALCIO NEL SEDERE ALLA VELOCITA' DI UN MILIONE DI CHILOMETRI ORARI.


Per la prima volta è stato fotografato il vento eccezionale generato dal buco nero che si trova al centro di una galassia e che spazza via il gas interstellare alla velocità di oltre un milione di chilometri orari. (Ansa.it)

Dedicato ai piccoli uomini che si sentono divinità. Che vorrebbero impadronirsi delle nostre vite. Che ci si buttano addosso come parassiti. Che non hanno senso dell'onore, misura, pietà. Che accumulano crimini e ingiustizie. Un giorno quel vento se li prenderà e li porterà via, nel nulla a cui sono destinati perché loro altro non sono che NIENTE.