
mercoledì 24 novembre 2010
LA ZUCCA DI BETTI

martedì 23 novembre 2010
SAN CASCIANO DEI BAGNI





Da Wikipedia:
Il Teatro Comunale ex Accademia dei Georgofili Accalorati è un teatro situato a San Casciano dei Bagni.
In questo importante e attivo centro della Valdichiana già sul finire del '700 era attiva l'Accademia dei Georgofili Accalorati che aveva realizzato un teatro prima del 1785. A quella data infatti risale una supplica dell'Accademia al Granduca Pietro Leopoldo per poter conservare il proprio teatro che, in base a disposizioni emanate dal governo lorenese, doveva essere chiuso.
Il teatro subì profonde trasformazioni fra il 1936-37 quando venne adattato a sede della locale Casa del Fascio. In quell'occasione, su progetto dell'architetto Alfredo Corradini, la sua disposizione venne capovolta e fu creata una nuova galleria sul lato opposto a quella originaria. Dopo la guerra, al piano superiore, ha ospitato le sedi di partiti politici e dell'"Artigianato senese". Prima della sua chiusura per inagibilità, il teatro è stato utilizzato come cinematografo (fino al 1979) e come sala prove per la locale Filarmonica (fino al 1983).
Dopo un opportuno e consistente restauro, su progetto dell'architetto Giampiero Chiucini, il teatro ha ripreso la sua attività nel 1999 proponendosi come uno spazio ideale per piccoli spettacoli e iniziative pubbliche.
Saluti, Davide mi abbraccia: resta ancora...Un altro ottimo pranzo (bresaola con agrumi, paté di pollo con mela e miele, la pinolata...) e lasciamo la bellissima cittadina. Le terre senesi sono un incanto. La gente senese è straordinaria. Arrivederci all'anno prossimo.
La foto dell'asino l'ha scattata Betti con questo commento:
martedì 16 novembre 2010
lunedì 15 novembre 2010
GLI ESERCIZI DI REGIA DI STEFANO
Ho trascorso una bellissima giornata a Milano. Nell'ambito degli "Esercizi di regia" di Stefano De Luca di Lupusagnus organizzati da "Le Cicale dell'Arconte" presso il Teatro Parenti.
Al mattino, dalle 10.00 alle 13.00, le prove aperte di "Verginella". Poi un pranzo molto goloso con le cose buone portate dai corsisti, dagli attori e dalla mamma di Marta (mmm, la sua torta al cioccolato!). Io ho portato solo una smodata passione per il cioccolato (torta, pasticcini vari e cioccolatini), a cui per fortuna do libero sfogo in rare occasioni. Dalle 14.00 alle 16.00 mi sono fermato per parlare ai corsisti (di Milano, Bologna, Roma...) dei rapporti tra drammaturgo e regista.
Ho colto l'occasione per esporre il mio metodo di lavoro
Ho parlato delle relazioni tra personaggi nei vuoti di battuta, della questione del personaggio fuori scena (fuori scena? non esiste!), della potenzialità espressiva dei personaggi nelle loro pause di copione, delle tre pareti sforacchiate (altro che sì o no quarta parete!) dal via vai assurdo dei personaggi... e ho spiegato perché queste riflessioni mi stanno portando verso una scrittura nuova e per me rivoluzionaria, portata a esprimere diversi piani sincroni di realtà "spazializzata" come è quella del teatro; non solo la regia deve tenere conto di elementi quali il tempo e lo spazio, ma anche la scrittura nel suo formarsi, in modo tale da visualizzarsi su più situazioni; quella centrale rappresentata in scena e quelle contemporanee derivanti dalle scene precedenti e nascoste dal "dietro le quinte".
Poi siamo passati all'analisi di "Verginella" e in genere dei miei testi: assenza di didascalie, nessuna indicazione di spazi strutturati, nessuna ambientazione... un testo che fotografa i personaggi dal di dentro, concentrato su emozioni e sentimenti.
Eccetera.
Molto stimolante.
E poi il desiderato ritorno a casa, dato che a me le convulsioni metropolitane (nel senso sia di città sia di treno sotterraneo) e del traffico autostradale... brrr, torna al paesello che è tanto bello...
Grazie, Stefano, mi sono divertito.
E ora tocca a "Canicani". Mi ha fatto sentire le prime musiche. Entusiasmanti.

STAFFETTA DI SCRITTURA CREATIVA

La Staffetta di Scrittura Creativa è un’azione – promossa in ambito a Exposcuola la più rilevante iniziativa che si organizza in Italia in favore dell’ottimizzazione dell’offerta formativa - che mira a sostenere e diffondere le attività di scrittura delle scuole, offrendo ai bambini, ai ragazzi e ai giovani l'occasione di raccontarsi, di conoscersi e di crescere attraverso le invenzioni della scrittura, le emozioni della lettura, il valore del confronto con gli scrittori degli incipit, la rilevanza dell’esercizio nelle classi, le opportunità formative che collegano la Staffetta a tutte le discipline scolastiche, le occasioni evolutive derivanti dagli scambi scolastici, dai gemellaggi e dalle visite di istruzione formative, per citare solo alcuni dei valori aggiunti dell’azione.
Ogni staffetta (per staffetta si intende l’insieme delle squadre che scrivono uno dei racconti dell’annuale raccolta Staffetta di Scrittura Creativa Exposcuola) è composta da otto/dieci squadre dello stesso grado di scuola e livello di classe (primarie 2^/3^ e 4^/5^, medie 1^/2^/3^, superiori 1^/2^ e 3^/4^/5^). La squadra può essere formata da un’intera classe o da un gruppo misto della scuola (con alunni appartenenti a varie classi fino ad un massimo di 30 elementi). L’unica eccezione per poter iscrivere due classi come unica squadra è rappresentata da una classe modulo in orizzontale di Scuola Primaria.
Le squadre che compongono ciascuna staffetta raggiungono il traguardo collaborando tra loro alla realizzazione, capitolo dopo capitolo, di un racconto a partire da un’idea-guida (incipit di uno scrittore su un tema dato). Il titolo del racconto è scelto dalle scuole che compongono la staffetta insieme allo scrittore dell’incipit e al curatore dell’editing.
L’edizione 2010 (idea-guida “ARIA”) ha visto la partecipazione di 140 scuole, suddivise in 17 staffette (9 primarie, 4 medie, 4 superiori) con la partecipazione non solo delle Scuole italiane ma anche delle scuole italiane all’estero: Scuola Primaria di Madrid, Scuola Primaria “Cristoforo Colombo” di Buenos Aires (Argentina) e Scuola Secondaria di I grado “Leonardo Da Vinci” Bogòta (Colombia). Alle 17 staffette di scrittura creativa si aggiungono 3 staffette sulla legalità. Con la staffetta di scrittura 2010 il risultato straordinario che abbiamo raggiunto tutti insieme sta nel fatto che TUTTE LE REGIONI ITALIANE sono rappresentate in seno all’azione.Staffetta di Scrittura creativa -
Tema 2011
In collegamento con i temi di Exposcuola, dopo aver determinato l’incontro tra gli elementi naturali – terra, acqua e aria – la creatività dei nostri giovanissimi scrittori non potrà che concentrarsi per il 2011 su… FOCUS!, a chiusura del ciclo dei quattro elementi.
http://www.bimed.net
domenica 14 novembre 2010
LEGGERE E' VOLARE

sabato 13 novembre 2010
LA FABBRICA DI TEATRO 2
- rallentamento dei movimenti e immobilizzazione
- utilizzi diversi del "gruppo di sfondo"
Il rallentamento dell'azione l'avevamo già provato con successo lo scorso anno. Una scena d'azione convulsa, con Arlecchin accusato e braccato da tre personaggi, era stata risolta non con esagitazione e strilli, ma con un movimento fluido lento accompagnato dalla voce rallentata al massimo. Ne scaturiva tensione e più vivacità che se la scena fosse stata naturalistica.
La commedia comincia con un dialogo in velocità tra il conte Florindo e il suggeritore. Gli altri, appena effettuato il saluto al pubblico (erano saliti sul palco dalla platea, la parata iniziale), si dirigono verso il fondo al massimo del ralenti. Alcuni escono di scena, altri rimangono sulla sfondo non come attori, ma come personaggi.
Subito i ragazzi mi hanno domandato, scettici: che cosa facciamo? Non sanno improvvisare più di tanto, ma li ho spinti ugualmente a sentirsi nei panni del personaggi e a cercare solo interazioni minime (sguardi, gesti contenuti, movimenti misurati) tra di loro.
Se non hanno battute, si sentono pesci fuor d'acqua. Hanno bisogno di essere strutturati. Ma è possibile strutturare un gruppo di personaggi fuori parte parcheggiati in fondo alla scena? E chi diventano, messi lì così, senza niente da dire e da fare?
Alcune risposte cominciano a venire fuori.
Il dottor Balzano fa una goffa corte al Marianna, moglie di Pantalone, e la fa in rima, con poesie del '600. In sottofondo, "La biondina in gondoeta". Il gruppo cadenza la musica, si ferma quando ha la battuta Marianna. Ecco che il declamare di Balzano prende senso ritmico, si visualizza, con un minimo dispendio di energie si fa musical, e tutto è bello da sentire e da vedere.
Gli interpreti di sfondo non hanno quindi solo una presenza "realistica", ma si trasformano in elementi di coreografia al servizio dell'estetica registica.
Qualcosa di simile accade quando tutti cantano "Bella bimba", seguendo poi con ammirazione la passeggiata della villanella.
Ecco, però, che non sono più solo coreografia, ma presenza viva di gente e popolo.
Mentre Arlecchin e poi Rosina declamano alcune rime di presentazione, essi invadono la scena e si limitano, uno alla volta, ad accostarsi ai due e a lanciare uno sguardo neutro.
Che cosa dichiarano? Che essi, anche se non hanno battute, sono comunque sempre parte della commedia, e ne sono parte attiva, per cui commentano con movbimenti, gesti, voci, sguardi... e ora recuperano la propria identità di pwersonaggi ora invece fanno "coro" anonimo con la funzione di sottolineare, ritmare, determinare una geometria visiva.
Non esporimono quindi commenti come un coro greco. Se li tengono per sé. Li sintetizzano in un gesto poco eclatante o in uno sguardo.
Bene, ho avuto l'impressione che una potenzialità prima sprecata (l'insieme degli interpreti fuori battuta) possa dare un valido contributo alla riuscita della messa in scena.
Non è regola ferrea. Infatti, ho tenuto fuori scena Flaminia e Ginetto, lei madre e lui il bambino rapito; e Isabella la locandiera che maltratta il marito. In nome di suggestioni ed effetti. Quando Flaminia legge la lettera del rapitore, la scena si svuota. Dopo canti e pseudo-balletti, dopo tanta confusione di attori in battuta e altri di sfondo e contorno, lei è sola con la propria paura.
Il gruppo di sfondo, quindi, funziona non solo per riempire, ma anche per creare il vuoto della solitudine e della disperazione.