venerdì 11 febbraio 2011

A TUA IMMAGINE


Dio scimmia. Dio smorfia. Dio ragno. Non sono bestemmie, è il Dio Odemà. Partorito da un sudario in forma di femmina sbrindellata, biascica una Parola non sempre comprensibile, saetta lo sguardo alto, sempre sfuggente, parla solo di potere, dominio, distruzione.

Non si mostra nella perfezione delle sfere ultraterrene, ma nella deformazione asimmetrica di una schizofrenia terrena che proietta sugli dei i desideri più profondi e meno confessati degli umani: potere, dominio, distruzione.

Dio subdolo e arrogante, Dio esibizionista la cui Rivelazione è carne denudata, Dio padre che abusa del figlio per i propri scopi di potere, dominio… e lo sacrifica. È un dio senza ritegno. Un Dio che non ha nemmeno bisogno del male impersonato da un Satana con la testa incassata tra le spalle contratte, servitore cinico e vile, ma soprattutto innocuo e pilatesco. Tutto il male di cui Dio ha bisogno per sentirsi l’unico vero bene lo scova dentro sé stesso, ed è il male della sofferenza imposta e benedetta, del dolore minacciato e anelato, dell’ingiustizia eretta a sistema totalitario,.

Oh, Dio! che nessuno più invochi il tuo nome se diventa sinonimo di strage, genocidio, guerra, massacro, annientamento, rogo, tortura…

Dio scimmia, Dio smorfia, Dio ragno, Dio delle illusioni di sangue, Dio dei sogni strazianti, Dio delle sacre aggressioni, Dio degli assalti santificati…

Dio Odemà.

Il gruppo Odemà, composto da Enrico Ballardini, Giulia D'Imperio e Davide Gorla, propone un inedito quadretto di drammaturgia visionaria, in cui Dio e il Diavolo compongono una "strana coppia", alle spalle dell'ingenuo Gesù, per prendersi gioco dell'intera umanità e soffocarla nella schiavitù spirituale e nella violenza. Il tutto in una messa in scena leggera e profonda, dove il linguaggio da cabaret e del comico si intreccia ad una complessità di parole e riflessioni in grado di rievocare suggestioni di Goethe, Saramago e Pessoa.

progetto drammaturgico Davide Gorla
diretto e interpretato da Enrico Ballardini, Giulia D'Imperio, Davide Gorla musiche originali Enrico Ballardini luci Monica Gorla - Francesco Collinelli

TEATRO LIBERO, Milano, 8-14 febbraio


lunedì 7 febbraio 2011

MAMMA MAMMAZZA: IO SONO...

Io sono Alice. Runner e fan, nickname Meraviglia, social network Alice Moon, vita a contratto, sovrappeso per delusione d’amore, sensibile. Volevo solo fare jogging, lo giuro. Non faccio sesso nei luoghi pubblici, lo giuro. Mostri come Piero li avevo visti solo chattando, ma lì posso spegnere, lui non ho potuto spegnerlo. Non ho potuto spegnere più niente. Io non faccio la testimone di delitti, lo giuro. Infatti, volevo andare via. Dicevo: basta, smettiamola. Macché. Allora mi sono messa le cuffiette e ho alzato il volume. A me la realtà così reale mi sciocca.

Io sono un commissario di polizia. Nubile, vaccinato e procedurale. Ci sono crimini per ogni procedura e procedure per ogni crimine. Con le dovute accezioni. Se per esempio, capisce cosa intendo? mettiamo che c’è una madre che ammazza il figlio proprio sotto i miei occhi. Una madre, capisce? Io che faccio? Di fronte a una famiglia, le procedure sono in allarme rosso. Cautela. Attenti, però. Famiglia naturale, che se è di quelle contro natura allora non c’è problema: tagliamoci le palle, dico io. Ma una madre santa donna o un papà che in fondo è sua figlia saranno fatti loro no? Tutto in famiglia, tutto regolare. Con una madre io è meglio che vado via perché ci avrà avuto i suoi motivi e chi sono io per dire che è una bastarda assassina? Madre di famiglia è.

Io sono Chiara, scura. Ci provo ad accendere la luce dentro di me, buio. Sì, qualche lumicino qua e là come quando guardi dalla finestra crepuscolo invernale nebbia i lampioni occhi di bestie in agguato l’alone della ferocia. Io invece sono buona. Non l’ho mica ammazzato io, Piero. Ha fatto tutto la mamma, io non ho neanche detto niente. Nessuno mi ha mai ascoltata, che cosa dicevo? Adesso sono qua nel buio che corro e ho paura: se cado? Se mi faccio male? Se incontro uno come Piero? Chi mi aiuta, a me? Ma per quanto devo correre? Per sempre, forse. Se mi fermo, incontro qualcuno. Che cosa gli dico? Che Piero… sssst, non bisogna dire niente. Ficcare tutto in fondo, nel buio. E correre via, lontano dal vicino.

Io sono Piero. La mamma mi ha insegnato a non parlare con gli sconosciuti e nemmeno con gli altri. Ma gli altri non ci sono neanche, io conosco solo la mamma. Non ci sto male in casa, però mi piace scappare fuori e vedere tutte le cose e le persone che ci sono. Qui è sempre la cucina il bagno la cameretta la mamma Chiara e basta! Mi piace immaginare che le ragazze s’innamorano di me. Glielo faccio vedere così capiscono che io, da parte mia, m’innamoro subito, se loro ci stanno. Ma non ci stanno mai. Mi tocca sempre scappare. Fa un po’ ridere uno che scappa a casa e appena entrato vuole già scappare via dalla casa. Ma io non rido. La mamma, se mi vede ridere, mi dice: ma sei diventato scemo? Se sono serio dice: ridi qualche volta, no? Allora mi è venuta questa faccia che non si capisce se rido o se… Ma io non piango mai.

Io sono la mammazza. Abbandonata dal marito e tradita dai figli. Bastonata dalla vita, ignorata dalle istituzioni ed emarginata dal vicinato. Chi mi ha mai dato una mano? Tutto da sola, io, sempre. In casa mia, decido io che cosa è bene e che cosa è male. Un figlio lo si ama, l’altro lo si odia. C’è bisogno di amore e di odio, nella vita. E se c’è da spargere sangue, non mi tiro indietro. Ah, gli ipocriti che non si sporcano mai le mani! Io, per il bene della famiglia, qualunque cosa. Anche sacrificare me stessa. Rimanere sola. Era il mio destino, no? Non me l’ha detto anche Chiara, che sono sempre stata sola? E che nel mio cuore… Ma che cosa ne sa lei dell’amore? Che ne sa di un amore tanto grande che ti fa ammazzare il figlio? Lasciatemi qui, con i miei gatti. Meglio con loro che con gli ingrati. Non è amore, questo?

sabato 5 febbraio 2011

STRANIERI IN PATRIA

Drento la sala del trono cose mai viste, che manco l’imperatori pì trucidi e bestiosi i gà mai osà tanto. Tutto ‘l pavimento coverto de bagasce e merde de can furiosi, che l’une te s’attacca pejo de sanguisughe e i altri ringhia e morsega i camerieri schiavi, che tutto i soporta par quatro schèi. Rimbomba musica che rintrona e pur anco ‘l Neron Caligola canta ch’el fa pietà. Ma tuti i bate e man e cria: osanna osanna! che no capisso pì se ‘l xe premier re imperator presidente o papa. Par la precision, xe ciamà col plurale maiestatis: papi. El sior di siori canta e conta storielle da far cascare e braghe, ma tuti i bate e man e cria: osanna osanna! I ghe leca i pìe, la man e ‘l cul. E lu ride contento, satanasso. Davanti a lu ‘n corteo de ministri, industriai, atori, iornalisti, cardinai, putane, rufiani, vescovi, briganti, pantegane e musi de bastardi che i se vende par quastro schèi, proprio come i servitori. Xe ‘n Cesare non pì alto de on nano ciarlatano, ma pì graso de n’ porseo magna cristiani, no pì beo de na simia maestrà, ma meno ‘nteligente de na scoregia corta, no pì onesto de on ladron de strada, ma men fidato de on traditor de la patria. Lu, la patria, la ciama bordello, lupanare e postribolo. Noaltri, in patria, ormai semo stranieri.

SAVANA DI CASA NOSTRA


L'airone, il fagiano, lo scoiattolo.

venerdì 4 febbraio 2011

GLI ORRENDI AL BANCARELLINO


Il comunicato ufficiale:

SCELTI I 20 VOLUMI AMMESSI AL PROGETTO LETTURA PER L’ASSEGNAZIONE DEL 54 PREMIO BANCARELLINO

Per la 54 edizione del premio di letteratura per ragazzi più ambito in Italia, sono giunti agli organizzatori ben 74 volumi da selezionare, tutti editi nel 2010, dai quali sono stati scelti 20 titoli da sottoporre nei prossimi mesi al giudizio di oltre 150 scuole italiane che hanno richiesto di aderire al Progetto Lettura, con il quale gli stessi studenti indicheranno i 5 libri finalisti.

I 20 volumi scelti sono:

  1. Francesca Colosi – FRATELLI E SORELLE – BRUNO MONDADORI
  2. Angela Inferrera – IL QUADERNO DI SOFIA – EDIGIO’
  3. Giuseppe Carfagno – IL FALCONIERE DI FEDERICO II – EDISCO
  4. Gigliola Alvisi - NON SONO UNA BAMBOLA – EDIZIONI EL
  5. Sonia Ravioli – IL POSSENTE CORO – EDIZIONI ERA NUOVA
  6. Silvia Barbieri – PIETRO IL PRINCIPE ARABO – EDIZIONI ERIKSON
  7. Gabriella Bordoli – STELLE E FARI NELLA NOTTE – EDIZIONI KABA
  8. Fulvia Degli Innocenti – LA RAGAZZA DELL’EST – EDIZIONI SAN PAOLO
  9. Beatrice Masini – BAMBINI NEL BOSCO – FANUCCI EDITORE
  10. Riccardo Parigi e Massimo Sozzi – LA RELIQUIA – FELICI EDITORE
  11. Aquilino – ORRENDI PER SEMPRE – GIUNTI EDITORE JUNIOR
  12. Tom Angleberger – LA MIA VITA CON YODA – IL CASTORO EDIZIONI
  13. Emanuele Verdura – KEMAL IL CLANDESTINO – LA MEDUSA EDITRICE
  14. Maria Teresa Codovilli – IL MISTERO DEL GUFO ORBO – MAREMMI EDITORI
  15. Sergio Calzone – FIUTANDO I MISTERI DEL BOSCO – MEDUSA EDITRICE
  16. Guido Quarzo – IL FANTASMA DEL GENERALE - NUOVE EDIZIONI ROMANE
  17. Miki Ponticelli – LO STREGONE DEI VENTI – PIEMME
  18. Silvana Gandolfi – IO DENTRO GLI SPARI – SALANI
  19. Helga Schneider – ROSEL E LA STRANA FAMIGLIA DEL SIGNOR KREUTZEBERG – SALANI
  20. Francesco Costa – LA SCUOLA DEI VELENI – TOURING JUNIOR

Si ricorda che il Premio Bancarellino verrà assegnato a Pontremoli sabato 21 maggio prossimo.

giovedì 3 febbraio 2011

POESIA TRENTACINQUE

Nella mente non c’è colore

il lungo assedio dei pensieri

senza consolazione, chi ci ha imprigionato

l’immaginazione? le mani fredde

non san più dove posarsi

uno sguardo alla finestra, ma è brinata - chi ha rubato

il calore? è stanchezza, questa, o disillusione? come si farà

dove troveremo

la forza per respirare la primavera? è una dolcezza questa

funerea attrazione, morire – ma noi

continueremo, noi, a fiorire

come l’elleboro

contro la tirannia di ghiaccio dell’inverno.

UCCELLI CANICANI


Alla sinistra della mia postazione al computer, oltre l’ampia finestra, a tre metri da me, ogni giorno gli uccelli mi fanno compagnia. Mi alzo, bevo un tè, preparo il vassoio con panettone crostata semi misti pastone a volte strutto, riempio il dispenser di semi di girasole, rientro e mi metto a scrivere. Là fuori si affollano sui cespugli, a ondate. Prima i passeri, che sono di vedetta e calano voraci e festosi; poi i verdoni tozzi e prepotenti; in mezzo ci si mettono le cince e i fringuelli; il pettirosso va e viene guardingo e solitario. Quest’anno le gazze se ne stanno lontane, non so perché; e anche le tortore. Non ho ancora rivisto i colombacci, lo scricciolo, il saltimpalo… Non so se morirebbero di fame, senza la mia fornitura quotidiana; so che sono belli grassi e contenti. Certo, sporcano, escrementi e bucce di semi. Ma poi piove, si lava via tutto. Uccelli in inverno. Canicani. Non trovano cibo, respirano tossine, gli sparano, i gatti sono in agguato… Bambini sulle strade del mondo, e sappiamo bene com’è il loro viaggio. Poveri disgraziati sfruttati condannati emarginati cacciati da ogni luogo disprezzati odiati picchiati uccisi torturati imprigionati. Erano esseri umani, ora sono solo carne da macello. Imbarazzano, sporcano… e poi la storia lava via tutto. Nemmeno il ricordo. Non è questione di elemosina. Bella ipocrisia la monetina e basta. Bisogna andare a monte, agli atteggiamenti. Quale concezione si ha della società. Della nazione. Del mondo degli affari. Che cosa si pensa della giustizia sociale. Della ricchezza. Di sé. Degli altri. Non è questione di religione. Le religioni non hanno mai risolto i conflitti sociali. Anzi, se ne alimentano. È questione di quello che abbiamo dentro, della nostra visione del mondo. Se è un poco giusta, e basterebbe anche solo un poco, ci si avvierebbe su una strada diversa. Ma per la maggioranza la visione del mondo è egocentrica, punto e basta.

martedì 1 febbraio 2011

MAMMA MAMMAZZA



''Mamma Mammazza'' in scena
la violenza che s'annida in famiglia


Monza - A Binario 7 ''Mamma mammazza'', con la compagnia LupusAgnus (Foto by MONZA)

Monza -“Febbraio sarà un mese speciale per il nostro teatro. Per la prima volta abbiamo deciso di dedicare una personale ad una giovane compagnia, LupusAgnus, formata al suo interno da cinque bravissimi attori e registi cresciuti alla scuola del Piccolo Teatro di Milano che hanno deciso per questa trilogia dedicata alla famiglia di mettersi insieme a lavorare e a dare voce ad un proprio percorso artistico. Una trilogia sconcertante, che nelle sue prime due tappe – la terza è una prima assoluta – ha affascinato, divertito e fatto molto discutere”.

Al giro di boa della stagione di prosa, Corrado Accordino invita il pubblico del Binario 7 ad una profonda riflessione sulla famiglia nella società di oggi, sempre più spesso al centro di drammi inquietanti. Si parte sabato 5 e domenica 6 febbraio con “Mamma mammazza”. Segue il 12 e 13 “Verginella”, per concludere il 19 e il 20 con “Canicani”. Sarcastico, sconvolgente, sempre sul filo di un'ironia tragica, Aquilino - l'autore dei tre testi – riflette come in uno di quegli specchi deformanti da luna park vizi, perversioni, mostruosità, intrinseche storture dei legami familiari. “Mamma mammazza” è uno spettacolo che svela nella sua trama profonda cattiveria. E' interpretato da Giorgia Senesi, Tommaso Banfi, Marta Comerio, Sergio Leone e Annamaria Rossano. Cura la regia Stefano de Luca.

In scena cinque personaggi protagonisti di una storia assurda. C'è Piero che esibisce al parco le proprie 'vergogne' ad un'incauta runner. Dopo il fattaccio, torna a casa. La madre, una sorta di mostro, una medea del ventunesimo secolo, lo respinge, lo aggredisce, lo tortura verbalmente e non solo. Lo umilia, lo massacra, lo annichilisce, spinta dalla sorella Chiara. Alla fine uccide il ragazzo. Alla vicenda fa da corollario un commissario di polizia ottuso presentatosi con la vittima a casa di Luca e della sua sconclusionata famiglia. Aquilino è insegnante, psicoterapeuta, scrittore per ragazzi.

“La poetica di LupusAgnus ci porta ad affrontare tematiche legate alla violenza e all'emarginazione – aggiunge Accordino -. Al pubblico si richiede il superamento della semplice reazione emotiva. Lo si vuole portare ad indagare sulle complesse dinamiche di potere e di sopraffazione che si annidano nelle relazioni umane e sociali, perfino all'interno della famiglia”. Sabato spettacolo allo 21, domenica alle 16 e alle 21. Biglietti d'ingresso a 18/12/6 euro. Informazioni allo 039-2027002.
Modesto Panizza

Non sono più insegnante, non sono psicoterapeuta, sono scrittore e basta.