venerdì 21 ottobre 2011

BIMED: IX edizione STAFFETTA DI SCRITTURA CREATIVA


Ogni staffetta (per staffetta si intende l’insieme delle squadre che scrivono uno dei racconti dell’annuale raccolta) è composta da dieci squadre dello stesso grado di scuola e livello di classe (primaria 1^; 2^ ; 3^/4^/5^; medie 1^/2^/3^; superiori 1^/2^ e 3^/4^/5^ - da tutta Italia). Le squadre che compongono ciascuna staffetta raggiungono il traguardo collaborando tra loro alla realizzazione, capitolo dopo capitolo, di un racconto a partire da un’idea-guida (incipit di uno scrittore scritto in relazione al tema annuale della Staffetta).

Staffetta di Scrittura Creativa 2011/2012

Il tema
Immaginare un mondo, toccare l’orizzonte e andare Avanti. Tornare, e poi… perdersi, dunque, ri-trovare il senso della vita che è dentro di me, di là dal mare. In, oltre…
Immagino… racconti d’avventura e amore, cavalieri … spazio, stelle, pianeti luminosi, vita e vite che si incontrano.
Immagino… il paesaggio e la quiete, poi, giovani guerrieri a battersi per difendere la terra e il mare… viaggiatori e… poeti… la principessa a cavalcare fuori dal castello per determinar giustizia
e l’incontro con l’alieno che, poi, tanto alieno non è, anzi… il Campione a giocare la partita della vita… e Galileo del 2092 che scopre… e non abiura! Il gabbiano che dall’alto piange e lava la discarica… Muthongay che attraversa il mare, incontra i balocchi e torna alla sua terra per… E ancora cento passi contro la protervia, gli occhi su Beirut e poi a camminare sotto il muro di Palestina, e sognare un’altra Herat. (…)
Imagine…
Il tema rimanda alla possibilità di recuperare il valore della creatività intesa come opzione di crescita, qualificazione, sviluppo e miglioramento dell’essere e dell’attorno. Il tema è anche un omaggio a John LENNON, artista completo e uomo impegnato nel sociale che con le sue parole è riuscito a imprimere una vision di qualificazione e di impegno per migliorare la condizione umana…
In considerazione dell’esigenza di determinare una consapevole relazione con il titolo della staffetta 2011/2012 preghiamo, nel momento di start up della staffetta, gli scrittori degli incipit, i docenti e gli alunni a tenere conto di quanto segue:
a – Il tema condurrà verso i seguenti ambiti: le passioni civili e l’impegno sociale, la tutela dell’ambiente, l’affermazione dei diritti, le relazioni intergenerazionali, l’intercultura, il rapporto tra la ricchezza e la povertà, il rapporto con l’attorno e l’identità territoriale;
b – Imagine… vuole anche determinare una riflessione sul valore della consapevolezza legata al valore del Sogno e intende recuperare una sana capacità destrutturativa – da parte delle nuove generazioni – dei linguaggi che dal di fuori della scuola interagiscono con la crescita globale. Imagine, ancora una volta, tende a essere una modalità strategica per aprire una discussione sui “modelli…” e in questo caso la fase di preparazione alla scrittura sarà utilizzata dai docenti per determinare un ampio confronto e comprendere quali sono gli interessi primari delle nuove generazioni (…)

http://www.bimed.net


IL MIO INCIPIT per le prime due classi delle scuole superiori

Staffetta di scrittura 2011/2012

Scuole secondarie di secondo grado

Incipit di Aquilino

“La nuova legge nella casa delle armi”

Non ho inserito informazioni riguardo al luogo e al tempo dell’azione. Il regno di Tuxa potrebbe fare parte di un universo avventuroso posto nel passato, con caratteristiche di tipo medievali; o nel futuro, in una umanità di nuovo barbarica. Oppure di un universo fantasy, con personaggi e popoli del genere: elfi, nani, orchi, draghi ecc. Ma sono possibili altre soluzioni. Ciò che non si può eludere, in questo incipit, è l’invito a una storia di formazione. Non condotta in termini didattici, ma di avventura pura che offra spunti di riflessione. Alla fine, grazie agli incontri che hanno fatto e alle situazioni in cui si sono ritrovati, Gundel e Melina devono avere più chiaro in mente come esercitare il potere per il bene comune.

Disturbato, un uccello notturno emise un verso lugubre. Gundel sussultò. Non per lo spavento. Aveva imparato fin da piccolo a controllare la paura e a valutare i pericoli reali. Gli era sembrato, però, che l’allocco ripetesse con voce umana: “Va via! Va via!” come per lanciare l’allarme.

Sentì un brivido e si gettò un’occhiata alle spalle: oltre la vegetazione, sopra la massa scura delle mura, sulle sagome nere dei palazzi di Tuxa, la capitale dell’impero.

Continuò a seguire il sentiero per il fiume, dove lo aspettava Naro, l’affezionato servo.

“Capisci che, se dovessero prenderci, il re ti farebbe squartare?” gli aveva domandato Gundel la sera prima.

“Conosco i rischi. Io non ti lascio andare via da solo.”

Va via! Va via!

Maledisse l’allocco, il cui strido graffiava il silenzio della notte. Sì, vado via! avrebbe voluto gridare. Scappo! Non mi hanno dato altra scelta!

Procedeva rapido, il respiro regolare, lo sguardo fisso in avanti, nel cuore l’angoscia di un conflitto lacerante. Accanto alla barca, Naro lo aspettava. Anche in lui si agitavano pensieri contrastanti. Aveva sperato fino all’ultimo in una soluzione diversa. Se avesse fatto la volontà del padre, anche Gundel sarebbe diventato potente e ricchissimo. Egli era l’erede. Avrebbe regnato sull’impero di Tuxa e sulla sua popolazione. Ma Gundel era diverso. Naro imprecò sottovoce. Gundel era diverso! Voleva essere un re diverso!

Suo padre si era proclamato imperatore trucidando a tradimento il predecessore e decapitando più di ottomila oppositori. Aveva nominato ministri i propri complici, criminali che ora vivevano nel lusso, rispettati e temuti. Convinto che solo il controllo assoluto sulla popolazione potesse rendere sicuro il trono, aveva organizzato una fitta rete di spie e una polizia segreta e spietata che obbediva solo a lui. Ambizioso, non investiva nel benessere del popolo, ma in armamenti e campagne militari. Cinico e amorale, governava con la corruzione, l’inganno, l’opportunismo. Naro sospirò, amareggiato: Gundel era onesto, generoso e buono d’animo. Come poteva vivere nel disfacimento della bellezza, della convivenza pacifica e della giustizia?

Sentì dei passi, lo vide arrivare. Gli sorrise. La sua non era una fuga. Lo avrebbe accompagnato nei luoghi della guerra e della pace, della ricchezza e della povertà, della gioia e del dolore, presso i popoli più diversi, alla ricerca delle leggi di una società più giusta. Gundel aveva scelto una strada ardua, quella della saggezza.

I due si scambiarono un’occhiata, annuirono. Gundel salì sulla barca. Naro puntò il remo contro la riva per staccarsene, ma una voce ansimante lo impietrì.

“Un servo vi ha sentiti confabulare. Il re sa tutto. Urla come un folle. I soldati vi stanno cercando. Io vengo con voi.”

Senza aspettare risposta, Melina saltò sulla barca, si accucciò, fissò Gundel dritto negli occhi e con un cenno invitò Naro a partire.

Il cuore di Gundel riprese a battere. Il giorno prima le aveva detto addio. E invece lei era lì. Non riusciva a staccare gli occhi dai suoi. E il cuore riprese a battere troppo veloce. Era così bella, Melina!

Per continuare

È opportuno dare un’età ai due ragazzi, accennare al loro rapporto, cominciare a definirne carattere e personalità. Naro potrebbe rivelarsi un servo fuori del comune, con sensibilità e capacità notevoli. Si può anche abbozzare una mappa del territorio. Il fiume può attraversare regioni con clima e caratteristiche geografiche dissimili, abitate da popoli con sistemi sociali e politici diversi. Occorre però lasciare che questa mappa del mondo si definisca in itinere, in modo che tutte le classi possano dare un contributo.

Durante la narrazione, potrebbe essere costante la minaccia che gli sgherri di Tuxa (possono trovare alleati e ordire inganni e tradimenti) riescano a catturare i fuggitivi.

Il compito che si prefigge Gundel è di definire il potere, nella sua gestione e nelle sue finalità. Tuttavia, il racconto non deve diventare un saggio: dovrà sempre prevalere l’avventura narrata.




giovedì 20 ottobre 2011

INTERVISTA ALLA MIA EDITOR


Intervista a Maria Chiara Bettazzi

Abbiamo incontrato la editor della redazione ragazzi Giunti, per farci spiegare in cosa consiste questo mestiere e avere qualche anticipazione sulle prossime uscite.

Maria Chiara, per iniziare, raccontaci qualcosa di te. Dove vivi e che tipo di persona sei?

Sono nata a Bologna, ho vissuto per due anni a Roma, poi mi sono trasferita a Firenze per lavorare in Giunti e adesso vivo a Milano.

Lavoro nel settore dell'editoria per ragazzi da oltre dieci anni. Sono una persona curiosa e credo sia questo uno dei motivi per cui sono un’editor. Mi piace molto la parte umana del mio mestiere, il rapporto che instauro con gli scrittori.

Con i libri ho un approccio che definirei viscerale, anche di tipo “fisico”: li annuso perché adoro sentire l'odore della colla e della carta.

Puoi spiegarci, in parole semplici, che tipo di mestiere è quello dell'editor?

Fare l'editor significa essenzialmente guardarsi attorno: capire, in un dato momento, cosa manchi e quali storie piacciano. Spesso le due cose non sono antitetiche. È fondamentale leggere tanto, sia i libri pubblicati dalle altre case editrici, sia le proposte che riceviamo dagli scrittori, esordienti e non.

L'editor segue la pubblicazione di un libro in tutte le sue fasi. Spero sempre di trovare un diamante grezzo e aiutare poi lo scrittore a trasformarlo in un prodotto finito, che possa soddisfare e divertire il lettore. Le scelte di un editor sono spesso vincolate dallo spirito e dalla tradizione della casa editrice per cui lavora: mi è capitato di rifiutare libri che giudicavo buoni, perché non avevano alcune caratteristiche che li avrebbero resi pubblicabili all’interno del nostro catalogo.

Una parte meno poetica di questo mestiere (anche se, in realtà, non ci si annoia mai) è la valutazione dell’andamento dei libri: come migliorare le vendite, come comunicare il valore di un libro, come posizionarlo al meglio in libreria…

L'editor, secondo me, dovrebbe stare nell'ombra e aiutare gli autori a compiere al meglio il loro lavoro. Sui testi tendo a non intervenire direttamente, ma cerco piuttosto di spingere lo scrittore a fare del suo meglio per risolvere eventuali problemi di struttura o stilistici.

Come ti dicevo, non ci si annoia mai, perché è un mestiere che ha tante sfaccettature. Se inizialmente ero sola a occuparmi di narrativa per ragazzi, all’interno della casa editrice, ora posso contare su più persone, in più ruoli, e questo rende il lavoro ancora più intenso e ricco di stimoli.

Cosa ti appassiona di più della letteratura per ragazzi?

Devo dire che mi sono trovata a lavorare in questo ambito per un colpo di fortuna. Frequentai, durante l’università, un corso per redattore che terminava con uno stage e decisi di farlo in Giunti. Quell'esperienza si trasformò in un lavoro a tutti gli effetti, prima da freelance e poi da interna: era la fine degli anni novanta, un periodo d'oro dell'editoria per ragazzi.

Mi sono poi resa conto che questo settore è entusiasmante e, rispetto alla narrativa per adulti (maggiormente schiacciata da competizione, mercato e altre logiche), forse è ancora un po’ più libero e incline alle sperimentazioni. In più mi piace l’idea di lavorare per i giovani, cioè per il futuro. È anche una responsabilità…

Quali sono le componenti che una storia dovrebbe avere, per convincerti a pubblicarla?

Innanzitutto la buona scrittura, questo è fondamentale. Dev'essere poi una storia interessante, con personaggi ben costruiti e una trama ben articolata. Queste caratteristiche sono essenziali, sia che si tratti di un romanzo realistico, sia di un romanzo di immaginazione. Al giorno d'oggi, il rischio di un appiattimento tra cronaca e stereotipi è piuttosto forte. Invece, una storia dovrebbe essere avere una sua propria cifra originale.

Qual è il tuo libro per ragazzi preferito in assoluto e perché?

Ce n'è più di uno! In realtà da bambina non ero proprio una lettrice fortissima, ma ho sempre avuto una grande passione per i personaggi e le storie in cui l’ironia e l’emozione andassero di pari passo. Il primo titolo che mi viene in mente è Papà Gambalunga, che finalmente sono riuscita anche a inserire nei Classici Tascabili Giunti junior, se lo merita! Lo lessi quando ero ragazzina e mi colpì perché il personaggio principale era una tipa ironica e “tostissima”. E tutto ciò nonostante il libro abbia quasi un secolo.

Adoravo (e adoro) I Moomin, della scrittrice finlandese Tove Jansson. Anche questa serie la scoprii quando ero bambina. Mi affascinava e mi intimoriva insieme: per la natura e i personaggi un po’ “magici”, tipici dei romanzi nordici e anche per i particolari disegni. Un tratto forte e “sporco” per dei personaggi che suscitavano in me attrazione e repulsione insieme. Ma c’è anche un italiano che aveva fatto breccia nelle mie letture da bimba: Gian Burrasca, eccezionale per la sua modernità.

Svelaci, se puoi, qualche anticipazione sulle vostre prossime uscite.

Per il prossimo anno, posso darti quattro anticipazioni.

In primavera porteremo in libreria un classico americano (primo volume di una pentalogia), che compie cinquant'anni e che quando uscì nel 1962 fu definito il primo romanzo di fantascienza per ragazzi. A wrinkle in time di Madeleine L'Engle è ormai un classico del suo genere. Il libro uscì a metà degli anni Ottanta anche in Italia, ma poi, come talvolta capita, è sparito. Sono sicura che sarà una bellissima sorpresa per tutti i ragazzi.

Poi, proseguiremo due importanti seriali a cui teniamo molto.

La trilogia di Aton è una saga fantasy iniziata quest'anno, creata da un'autrice italiana sotto lo pseudonimo di Gordon Magloire (il leprecauno protagonista delle avventure). Si tratta di una vera e propria commedia fantasy. I turisti di questo genere la troveranno forse un po' dissacrante, ma credetemi, è davverodivertente, e originale.

Un altro progetto che continuerà sarà Orrendi per sempre di Aquilino. Per chi non lo conoscesse ancora, racconta le vicende di un gruppo di ragazzi dotati di strani poteri. Questi poteri derivano loro da situazioni di disagio. Una dei protagonisti si chiama Morta... ed è morta veramente (e ogni tanto perde qualche pezzo). Un altro si chiama Macabro ed è sempre ferito perché proviene da un paese in guerra, ma paradossalmente può guarire gli altri. Poi c'è Scossa, che lancia scariche elettriche quando prova emozioni. Questi tre bizzarri individui sono stati riuniti dal Albein, un genio che ha perso le gambe, ma che vuole salvare tutti i bambini i difficoltà.

In ogni avventura ci sono incontri e nuovi personaggi: entrerà in scena perfino un drago, una figura classica del genere fantasy che, al pari degli altri personaggi, risulterà alquanto... particolare.

A fine anno, uscirà poi una saga completamente nuova. Posso solo anticiparti che si tratterà di un fantasy con protagoniste delle ragazzine provenienti da paesi diversi. Ci sarà la magia, l’avventura, viaggi a non finire… Non posso dire di più, l'autore è italiano, ha già pubblicato alcuni romanzi, ma si cimenta nel genere fantasy per la prima volta. Sono sicura che sarà una sorprendente novità.

(da FantasyMagazine.it)

martedì 18 ottobre 2011

SCRITTURA IN CORSO


Ancora una volta ho rinviato la continuazione di "Donne che amano i cani", il quarto episodio con Albino Guidi. Perché? Forse perché contiene gli ultimi giorni di mia madre. Inseriti in un contesto di storia gialla per la quale, in verità, non ho molto interesse. Ecco la difficoltà: fondere realtà e immaginazione. il solito problema. Devo rendere coinvolgente una realtà personale e darle un significato universale, che vada al di là della mia storia privata; e nello stesso tempo devo rendere vera e significativa una trama di fantasia, che non sia solo una storia ma che mi tocchi nell'intimo.
Conclusione: ci vuole tempo, per la maturazione.
Finiti i racconti di "Bambini di luna nera" e spediti a Salani, Rcs e Giunti, mi ha folgorato subito un'idea irresistibile. Sto scrivendo "Debbie Nothing. La cercamostri".
Siamo in un istituto. Una bambina che somiglia a un lemure scappa per cercare i genitori. Ne possiede i ritratti in un ciondolo, rovinati dal tempo: sembrano due mostri. Va quindi alla ricerca di mostri. Ambiente montano: i brucolachi, gli orchi divoratori di nani, i troll... e perché no? i konfinà.
Ho scritto una cinquantina di cartelle e ne sono molto soddisfatto.
Oh, che sollievo quando ho da scrivere qualcosa che mi appassiona! Il mondo si fa piccolo e lontano, e niente piò farmi male.

GLI ORRENDI AL PREMIO PENNE


"Orrendi per sempre" è finalista al Premio "Città di Penne". Ecco stralci della lettera di comunicazione.

“Il suo libro, intitolato “Orrendi per sempre” è stato dichiarato finalista vincitore della XV edizione del Premio Nazionale di Narrativa “Città’ di Penne – Università D’Annunzio” dalla Giuria Tecnica presieduta da Ferdinando Albertazzi. (…)

Come si può constatare il Premio ha subito una riduzione per i noti problemi economici. Ci siamo limitati a ridurre i membri di giuria (da 250 a 150), e abbiamo ridotto da tre a due gli scrittori vincitori. (…)

Dovrà ora incontrare la suddetta giuria popolare a Penne il 10 novembre p.v. con inizio la mattina alle ore 10.00 presso il Cinema Teatro Ariston. (…)

Dovrà poi tornare per la cerimonia finale di premiazione che avrà’ luogo il 26 novembre, presso il Cinema Teatro Ariston, con inizio alle ore 9.00.
L’altra autrice finalista vincitrice insieme con Lei è la scrittrice Francesca Capelli con il libro “L’estate che uno diventa grande” (Zonafranca).”

Il Segretario Generale - Igino Creati

venerdì 7 ottobre 2011

PRESENTAZIONE "I SEGRETI DI BLAAD"

Un autunno di letture (e non solo) alla biblioteca di Oleggio


Sono tanti gli eventi in programma per questo autunno alla biblioteca “Julitta” di Oleggio: sono tutti raccolti nella brochure che è stata presentata durante l’open day “Bibliomuseando” che si è svolto domenica scorsa con un grande afflusso di pubblico. Gli utenti hanno potuto scoprire che la “Julitta” non è solo il luogo del prestito libri: grazie ai nuovi spazi affacciati sulla corte rustica (i locali dedicati a bambini e ragazzi, la sala “Crola” e il nuovo archivio) la biblioteca ora è anche luogo di socializzazione, condivisione e divertimento.

La nuova brochure presentata per l’occasione spiega tutto quanto serve sapere per usufruire dei servizi offerti dalla “Julitta”, mentre un calendario con tanto di gioco dell’oca, per coinvolgere i più piccoli, parla delle prossime attività, da qui a fine anno: si parte sabato 8 ottobre con il laboratorio per bambini da 4 a 6 anni “Nell’Olimpo con gli dei”, a cura di Gloria Carraro (progetto “Nati per leggere”).

Per limitarci al prossimo mese, da segnalare ci sono anche: sabato 15 “Il fatto è”, lettura e laboratorio creativo di realizzazione di personaggi con materiale di riciclo e colori; venerdì 28 ore 21-22 e sabato 29 (stessi orari) “Onirico Mordente. La vera storia di Dracula”, spettacolo itinerante tra Biblioteca e Museo per un pubblico adulto che partecipa come spettatore attivo; sabato 29 alle 16 Aquilino presenta il suo nuovo libro “Segreti di Blaad”; domenica 30, alle 15,30, per bambini da 4 a 10 anni festa in maschera “Halloween in Biblioteca e Museo” e visite guidate al Museo; lunedì 31, ore 21-22,30, per i ragazzi della scuola media“Impronte in Biblioteca e….in Museo. Viaggio nel mondo del giallo”, spettacolo a cura della Fabbrica d’Arte. Tutti gli eventi sono su prenotazione (tel. 0321-91343).

da http://www.oknovara.it/news/?p=38453