venerdì 4 giugno 2010
ORRENDI PER SEMPRE
Posso dire il titolo: "Orrendi per sempre". Posso dire la casa editrice: Giunti. Posso dire che si tratta di una trilogia per ragazzi che forse continuerà e continuerà... Posso dire che uscirà i primi di ottobre. E che i protagonisti sono personaggi straordinari. Posso descriverli? No, è prematuro. C'è il disegnatore (grande), c'è la copertina, c'è stata la comunicazione agli agenti commerciali, c'è un progetto editoriale ambizioso... ma per il momento non posso dire altro.Ringrazio l'amica Chiara Bettazzi che dopo aver creduto in "Ti salverò, Canaglia" (Premio Cento e Premio Arpino), ora crede negli Orrendi e mi dà la possibilità di scrivere storie in cui mi piace tuffarmi. C'è l'avventura, c'è l'umorismo, ma ci sono soprattutto personaggi la cui diversità e la cui emarginazione si rivelano valori unici.
Potrò dire di più tra qualche mese.
Fra Darwin e mamme killer: il teatro di Stefano de Luca
Mamma Mammazza - Aquilino parla del testo dello spettacolo
giovedì 3 giugno 2010
mercoledì 2 giugno 2010
PAUSA


Esce il mio libro. E devo affrontare il problema della promozione. Era così facile con i libri per ragazzi! Si vendevano per conto proprio. Ma ora... chi sa che ho pubblicato un libro per adulti? Nessuno. Mi decido. Forse Facebook mi può aiutare. A piene mani pesco tra gli amici degli amici. Migliaia di nomi. Come scegliere? Ma non si sceglie! Vuoi diventare mio amico? Vuoi diventare mio amico? Un matto che va zigzagando nella folla chiedendo a tutti: vuoi diventare mio amico? E il bello è che tutti rispondono: ma certo! Una fatica notevole, però. Arrivo a novanta amici e mi sembra di avere scalato una montagna. Ma gli altri ne hanno mille! tremila! Cinquemila! Infatti qualcuno mi risponde: va' sul sito bis, questo è pieno.
Andrò avanti? Non lo so. E' un problema: o mi promuovo o faccio lo scrittore. Se non faccio lo scrittore, che cosa promuovo? Il solito problema delle pubbliche relazioni. Mai stato capace. Mi sono giocato appoggi importanti, per la mia rustica incapacità di gestire i salotti artistici e intellettuali. Fatica tripla: devo collezionare amici nel settore letterario, in quello teatrale e in quello dei ragazzi. Posta intasata di Facebook. Chat Facebook (e io mi rifiuto, ostinato). Messaggi Facebook. Risposte svelte e poi via, chiuso.
Ma come posso promuovere il mio libro, se ognuno degli "amici" non ha altro obiettivo che promuovere se stesso? Mi è quasi venuta l'ansia nel prendere coscienza di quanti teatranti, quanti scrittori, quanti geni, quanti scalatori della micidiale montagna Successo mi stanno diventando "amici". Nel mio profilo c'è scritto: misantropo.
In questa folla, ci sono persone amabili e straordinarie, persone che scrivono meglio di me, che fanno un teatro da incanto... ma come distinguere? Come distinguere? Si va tutti a caso. Per non sbagliare, ci si abbraccia tutti. Un mega salotto spaventoso. Io detesto i salotti. Detesto le occasioni mondane, i conviti tra gli eletti. Non mi piace parlare di arte. Mi piace tentare di farla. Non cerco l'apparenza, ma la sostanza.
Avrà un lieto fine, questa storia tra me e Facebook? Non lo so. Per il momento, l'entusiasmo è scarso.
POESIA TRENTATRE'
La sua ombra è lunga, aderisce alla curva del mondo
spira di serpe: gigante. Non ha piedi d’argilla, poggia su colonne
auree tempio di se stesso a se stesso, ricolmo
di tesori. Il popolo bue accorre in mandria a portargli offerte
illuso di una condivisione promessa: sugli ori vigilano
sacerdoti stupidi, officianti avidi, militi fanatici crudeli.
Osanna osanna, la folla lo esalta immortale taumaturgo onnipotente
ne loda la cinica scaltrezza. Lui ride, una mano sul capo del bambino,
parole rassicuranti, battute di spirito, citazioni insensate e
motti stolti. L’argilla ce l’ha in testa (non ha cuore). La
modella un pensiero perverso illuso di rifare
il mondo a propria immagine.
Ma piove.
Mesta acquerugiola autunnale, refoli freddi mutati presto in vento
di tempesta: oceani d’acqua fustigano la terra, la grandine
gli spacca il cranio.
Si scioglie l’argilla, rivoli di melma
lungo il volto.
Cereo.
giovedì 27 maggio 2010
L'ARLECHIN LADRO E LADRON








Due giorni straordinari. Mercoledì sera teatro strapieno. Sono presenti anche Stefano De Luca e Marta Comerio, regista e attrice del Piccolo (e Lupusagnus). Ne approfittiamo per parlare della terza opera dopo MAMMA MAMMAZZA e VERGINELLA: CANICANI. Un musical. Stefano sta cercando teatri e compagnie di Milano interessati alla produzione. Ma veniamo ai passeri. Mezzo prova al mattino, mezza al pomeriggio. Tutto fila liscio. Ultimi ritocchi. Le mamme provvedono ai costumi e al trucco, all'organizzazione del palco e all'incoraggiamento, all'allestimento dell'atrio (ci sono i miei libri, sono imbarazzato) e al discorso, e anche alla cena dei ragazzi, e a mille altre cose. I papà montano la scenografia. Un'ora e mezzo di trucco. Tre quarti d'ora prima dell'inizio c'è già gente fuori del teatro. Si va in scena. La parata iniziale sulla "Juditha triumphans" di Vivaldi e via.
Fino a un mese fa la situazione non era per niente rosea. I ragazzi con la testa altrove, voragini speventose di memoria, qualche demotivazione, stanchezza... Poi, come al solito, il miracolo. Si tratta di un prodigio che appartiene sia al teatro (avviato il processo, sembra che tante cose si realizzino per un misterioso moto spontaneo) sia ai ragazzi (età undici-tredici). Sono capaci di esasperare e di deludere, ma poi, quando ci si aspetta solo il disastro, ecco che magicamente attingono a risorse segrete, si ricordano di colpo di tutti i suggerimenti, le osservazioni, i rimproveri... e il risultato è entusiasmante.
Grande serata. E il mattino dopo la replica per le scuole è altrettanto appagante. Non solo applausi a cascata, ma cori da stadio per gridare bravi! bravi!... Dalle quinte elementari alle terze medie tutti hanno seguito con partecipazione, ridendo e provando emozioni, scoprendo che il teatro può essere meglio della televisione.
E per questo, ai passeri, dobbiamo dire grazie.
