mercoledì 27 febbraio 2008

POESIA NOVE


Lo pensavi lontano almeno quanto

l’impossibile, il giorno che invece un mattino

la nebbia ti spinge negli occhi sbarrati

per lo stupore. Oggi nessuno più ti racconta

le storie d’infanzia e dell’età

dell’amore,

oggi nessuno ti può consolare. Tu ascolti

il tuo silenzio più antico,

ti si chiude lo sguardo alle cose

ed è davvero fine.

Ma fuori il sole dirada ogni foschia, e quanta luce!

Eppure il tuo buio non può penetrare.

POESIA OTTO


Mia madre ha i demoni in testa

e si affacciano agli occhi. Sbraitano

accuse che ficcano rovi

nella bocca di chi ascolta. Fanne parole

pazienti consolatorie rasserenanti complici

dell’amore che ancora lega, da un angolo di tremore,

madre e figlio!

E allora fiorisce un grazie, dal bacio di pelle e rughe

traspare la gracilità del cuore. Ha battiti fiochi,

ha vita trepida in equilibrio ardito

sul filo teso sopra i demoni, che ancora già infuriano.

martedì 26 febbraio 2008

LUPUSAGNUS E LA BARCA DEI COMICI


Ricevo da Stefano. "Io sono impegnato -con Marta e
Tommaso- nelle prove di "La barca dei comici" che debutta il prossimo lunedì
a Piacenza. Poi parto per Pechino con Sergio, Giorgia e Anna. Lupusagnus
si fa in due...
Questo è il link ad alcune delle foto di "Mamma mammazza" fatte a Roma.
http://picasaweb.google.it/stefano.lupusagnus/MammaMammazza


Scrive Enrico Marcotti sul quotidiano Libertà di Piacenza del 22 giugno: "All'inizio era poco più che un'idea, poi era diventata un'ossessione. Quella di portare in scena i Memoires di Goldoni era la grande sfida di Giorgio Strehler con il Piccolo Teatro di Milano. Un'ipotesi che, purtroppo, non ha mai potuto realizzarsi perché il regista morì proprio pochi mesi prima che il progetto cominciasse il suo Iter.
Ora, in occasione dei 300 anni dalla nascita del grande drammaturgo veneziano, diventa lo spunto per uno spettacolo, La barca dei comici che, in scena nel 2007, vedrà una nuova collaborazione tra Piccolo Teatro di Milano e Teatro Gioco Vita di Piacenza.
In pratica una coproduzione che, dopo il bell'esperimento di Miracolo a Milano vede di nuovo insieme le due istituzioni teatrali guidate da Sergio Escobar e Diego Maj in un'avventura prestigiosa che va ad incastonarsi nelle iniziative del Piccolo per festeggiare l'autore che tanta parte ha avuto nella storia dello Stabile milanese.
La barca dei comici, drammaturgia di Stella Casiraghi e Stefano De Luca, che, allievo di Strehler, firma anche la regia, avrà dunque scene e ombre di Gioco Vita firmate dal regista Fabrizio Montecchi, le musiche di Fiorenzo Carpi e i costumi di Luisa Spinatelli.
Il lavoro si ispirerà ad un episodio raccontato nei Memoires di Strehler quando Goldoni ebbe il primo incontro col teatro. All'età di 14 anni, infatti, a Rimini, Goldoni lascia la scuola dei Domenicani e fugge in barca con una compagnia di comici per raggiungere la madre a Chioggia, lasciando per sempre gli studi di filosofia. Lo spettacolo è in sostanza un pretesto per raccontare la storia di Goldoni e il suo amore per il teatro. Si tratta di pezzi della sua biografia tra la Commedia dell'Arte, i suoi lavori e la riforma del teatro attuata dal grande veneziano. In pratica un modo per narrare a giovani, ma anche ad adulti, le emozioni del teatro inteso come metafora della vita.(...)
«Uno spettacolo - osserva Diego Maj - che assume un significato ancora più forte rispetto al lavoro precedente. Qui c'è un omaggio a Strehler, al teatro e a Goldoni. Inoltre, saranno gli attori del Piccolo a muovere le sagome, ad assumere cioè competenze di solito appannaggio dei nostri animatori (...)»".

domenica 24 febbraio 2008

INCONTRO CON L'AUTORE: TERNI


Saluto Franca De Sio e i ragazzi delle quinte elementari e delle prime medie che ho incontrato a Terni. Due mattinate intense, diciotto classi. Le domande sui libri non sono state le solite, spesso suggerite dagli insegnanti. I lettori hanno mostrato acutezza e passione, desiderio di capire e di farsi capire, curiosità schietta e non banale. Mi ha fatto piacere che un libro come KOATTI che la casa editrice ha tolto dal catalogo (quanti libri stupidamente mandati al macero potrebbero essere offerti a scuole e biblioteche!) è stato apprezzato sia dagli alunni sia dai docenti. Grazie.

BRICCONIA NEWS: grilli


Io ero piccolo, tu lo eri di più. Tanto bastava. Eri mio. Vivevi sottoterra e la terra aveva il fascino del seme che diventa pianta e il mistero della talpa e l’orrore del verme grasso. Si lasciava in frotta il cortile e si correva nei campi, a volte sul carro distesi su spighe tra papaveri e fiordalisi. Poi guardinghi, minacciosi, pazienti ti davamo la caccia. Grillo. Dentro lo scatolino con i buchi, e via a casa nel serraglio di ragni, lucertole, scarafaggi… Eri nostro prigioniero. Ma sei sempre evaso, o morto. Ora che sono grande ti vendichi nell’incubo. Arringhi la folla, minacci e prometti, illudi e istighi, aizzi e anche tu diffondi la rivelazione di un tuo dio personale. Grillo profeta. Grillo castigatore. Eri piccolo e cantavi, ora sei un terribile colosso e sbraiti. Oh, i pugni pestati sul tavolo, le imprecazioni, le oscenità, le isterie! Padre padrone, il nostro destino è nelle tue mani? Che cosa farai di noi? Ci manderai per città e campagne a impiccare, ghigliottinare, garrotare, fucilare… chi? Chiunque? Grillo colosso e illuminato e santificato, abbi pietà di noi. Vivevi sottoterra eppure cantavi, ora sali sul palco e la tua voce è un urlo feroce. Meno male che quand’ero piccolo non eri ancora così. Sarei scappato piangendo.

venerdì 22 febbraio 2008

POESIA SETTE




Siediti accanto a me, sorella

volto esangue

nati insieme e da quel giorno

mi segui passo passo, ombra

cui non serve il sole.

Raccontami di te e del tuo potere

di annichilire mondi in lenti autunni

schiantare i fili d’erba dei respiri

su prati rinsecchiti

i nostri pascoli.

mercoledì 20 febbraio 2008

MAMMA MAMMAZZA

LUCA Mamma, sono nei guai.

MADRE Che cosa si dice, prima?

LUCA Buongiorno.

MADRE Buongiorno anche a te.

LUCA Sono nei guai, mamma.

MADRE A me lo dici? Ti aspetti che precipiti nell’ansia? Hai combinato guai fin dal primo vagito. La tua stessa esistenza è un guaio. Ma io sono vaccinata.

LUCA Questa volta sono guai grossi. Se non trovo una via d’uscita finisco in prigione.

MADRE Il luogo che ti è congeniale. Quando eri ancora piccolo e malleabile, avrei dovuto iscriverti al riformatorio, invece che alla scuola materna. Non l’ho fatto e ora sei irrecuperabile.

LUCA Mamma, devi aiutarmi.

MADRE Ti sei pulito le scarpe?

LUCA Sì.

MADRE Bugiardo. Hai seminato fango e foglie secche.

LUCA Pulirò, te lo prometto.

MADRE Non hai mai mantenuto una promessa. Fango e foglie secche? Fango e foglie secche! Sei andato di nuovo nel bosco a fare le porcherie?

LUCA Vuoi che pulisca subito?

MADRE Ruffiano. Tutto smorfie e gentilezze, quando hai bisogno di me.

LUCA Mamma, io ti voglio bene. Sei la mia mamma, devi aiutarmi.

MADRE Ipocrita. Ti illudi forse che non mi accorga di quanto zucchero versi nella mia tazza? Due cucchiai invece di uno. Ti controllo, sai? Me ne sto zitta per spirito di carità materna. Ma tu vuoi che mi venga il diabete. Tu vuoi vedermi malata. E poi morta. Perché mi odi.

LUCA Io ti voglio…

MADRE Non dire quella parola!

LUCA … bene.

MADRE Un odio assoluto e vendicativo. Subdolo. Violento. Un odio maligno.

LUCA Tu sei la mia mamma, come potrei odiarti? Il solo pensiero mi spaventa e mi disgusta.

MADRE Che ore sono, figliolo?

LUCA Le sei e qualche minuto.

MADRE Quasi le sette. Io ti ho aspettato, Luca. Avevo preparato il tè. Ti ho anche comprato i biscotti ai cinque cereali. Quelli che costano più degli altri.

LUCA Abbi pazienza, mamma. Si è rotto l’orologio.

MADRE Scuse, giustificazioni, pretesti, scappatoie, ripieghi... Una vita di falsità e vigliaccheria. Tu da una parte, io dall’altra. E in mezzo la solitudine di una madre e la sua santa sofferenza.

LUCA Mamma, vuoi ascoltarmi?

MADRE Ora lo berrai tiepido. Anch’io lo berrò tiepido. Mi fanno schifo le cose tiepide. Sanno di depressione. Ma questa non è che una delle piccole crudeltà quotidiane con cui avveleni la mia esistenza.

LUCA Giuro che non arriverò mai più in ritardo.

MADRE Non giurare. I farabutti come te non hanno il senso dell’onore.

LUCA Devo dirti una co…

MADRE Nemmeno tuo padre l’aveva. Infatti, mi ha sposata. Cinque mesi di torture indescrivibili. Poi sei nato tu. Il fondo dell’abisso. Ho trovato la forza di separarmi da quel mostro di egoismo, ma dio ha voluto darmi la croce della tua educazione.

LUCA ...

MAMMA MAMMAZZA










Arrivo a Roma con Betti alle 12.30, mangiamo in una trattoria vicino all'albergo Piemonte, visitiamo dopo tanti anni l'interno di San Pietro e con gli occhi gonfi di marmi ori angeli pose ieratiche trionfanti combattive e trionfanti andiamo a trovare i popolani di Caravaggio in sant'Agostino e San Luigi dei Francesi. Da restare senza fiato, soprattutto la vocazione di San Matteo. Poi prendiamo la metropolitana per Eur Fermi e lì vaghiamo in un gelido crepuscolo alla ricerca del 7o5 che finalmente spunta come un miraggio fattosi realtà. Ci avvisa quando arriviamo a Resistenza Marzabotto? domando all'autista. Non ha mai sentito quella fermata, non sa dov'è Via Avolio, lui non abita da quelle parti. Chieda ai passeggeri, mi suggerisce. Scusate... Un signore anziano, senza nemmeno guardarci, fa con voce rauca: Metteteve a sedé. Ci dice lui quando scendere. Teatro della Dodicesima, Spinaceto di Roma, scambi di baci e abbracci con Stefano, il regista, e gli attori. Poi silenzio, incomincia lo spettacolo.

venerdì 15 febbraio 2008

MAMMA MAMMAZZA

In culo alla balena e in bocca al lupo
ma crepi il lupo e in culo
a qualsivoglia bestia grandi chiappe
pur che la sistemazione sia gradita
voi ribaldi alla ribalta
“La commedia è servita!”
e la mamma ammazza il pupo
in culo alla balena e in bocca al lupo
il lupo crepi e la balena
non faccia quel che segue a digestione
altrimenti salirà dal boccascena
un olezzo di attore in ovazione
che pure fa teatro, e poi a cena.