sabato 12 febbraio 2011

STORIE

Ieri il corriere mi ha portato “D’Armonia, di sangue”, il secondo libro di Albino Guidi. Questa sera al Binario 7 di Monza si replica “Verginella”. Ora sta albeggiando, ovunque è silenzio, gli uccelli non si sono ancora ammassati sui cespugli oltre la finestra per reclamare il cibo quotidiano e la gente (è sabato) dorme ancora. Ora magica, come quella del crepuscolo. Tra poco me ne andrò con Betti tra i campi e i vigneti per la consueta passeggiata. Incontreremo aironi e falchi, magari lo scoiattolo e il cervo. La loro presenza racconta storie, tutta la natura racconta storie. Anch’io racconto storie. Quella di Albino contro il fanatismo e la malvagità e quella di una bambina violentata dallo zio. Stasera andrò a teatro e starò bene. “Lupusagnus” mi farà vedere la mia storia. Che cosa ci può essere di meglio nella vita? In questi tempi di escort e personaggi mediocri, di vip e ville ai caraibi, di menzogne ed egoismi, di violenze e cinismi, di complicità e materialismi religiosi… quanto sa di vita vera questo raccontare storie! Non sono proclami, dogmi, dottrine, contratti, anatemi, divieti, deliri, condanne, lusinghe, inganni. Sono solo storie. Le loro qualità risiedono nella libertà di immaginare e di raccontare, nell’ambito di umanità in cui nascono, nella sincerità, nella sintesi di cuore e mente che dà significato e valore alle passioni, nell’accettazione dell’uomo nella sua realtà naturale, unica via per avvicinarsi alla verità al di fuori delle ideologie e delle manipolazioni clericali.

Noi che raccontiamo storie non sentiamo il bisogno di asservirci ai ricchi e ai potenti per goderne i favori. Noi rifuggiamo dai letamai. Al mondo ci sarà sempre qualcuno disposto ad ascoltare una storia e noi ne avremo sempre di nuove. Ma non raccontiamole a chi vuole ascoltare solo storielle. Le storie vere parlano sempre di vittime, anche quelle d'amore; e ricchi e potenti non vogliono specchiarsi nelle ribalderie di cui sono responsabili.

Ecco, il cielo si è rischiarato.E un merlo si è installato nella ciotola per becchettare le briciole rimaste. Sfreccia via una cinciarella. Arriva la vita di un giorno nuovo.

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