domenica 23 gennaio 2011

I TRE SPETTACOLI DI LUPUSAGNUS


TRILOGIA DELLA FAMIGLIA - LUPUSAGNUS
Nel mese di febbraio 2011 la compagnia LUPUSAGNUS, con il debutto di Canicani al Teatro Binario 7, completerà la Trilogia della Famiglia, il trittico teatrale di Aquilino per la regia di Stefano de Luca, iniziato con l'allestimento di Mamma Mammazza nel novembre 2008 (produzione Piccolo Teatro di Milano) e Verginella nel novembre 2009 al teatro Filodrammatici.
Un ulteriore spazio di elaborazione e di coinvolgimento è previsto per il pubblico grazie a momenti di discussione a seguito della visione di ogni spettacolo. “Questi incontri - conclude il regista - sono parte integrante del lavoro di LUPUSAGNUS e costituiscono un elemento distintivo del nostro modo di intendere il teatro e la relazione con il pubblico”.

LUPUSAGNUS

STEFANO DE LUCA, AQUILINO, MARCO MOJANA, ENRICO BALLARDINI, TOMMASO BANFI, MATTEO BARBE', PAOLO BUFALINO, MARTA COMERIO, CARLO PONTA, ANNAMARIA ROSSANO, GIORGIA SENESI, FABIO ZULLI, MARTA OSTI...
TEATRO BINARIO7
Via Turati, 8
Monza, Italy

Costi: Intero 18 €, Ridotto 12 €, Under18 6 €

Per info e prenotazioni:
Teatro Binario 7
Telefono: 039.2027002
Fax: 039.2230419
e-mail: biglietteria@teatrobinario7.it

LUPUSAGNUS

sito web: www.lupusagnus.com
email: info@lupusagnus.com
La trilogia sarà presentata al Teatro Binario 7 nel corso di tre weekend - dedicati al lavoro della compagnia - secondo il seguente calendario:
MAMMA MAMMAZZA
Sabato 5 febbraio (ore 21.00)
Domenica 6 febbraio (ore 16.00 - 21.00)
In scena cinque personaggi per una storia assurda: Piero,il figlio, esibisce al parco le proprie “vergogne di uomo” ad un’incauta runner, Alice. Dopo il fattaccio, torna a casa, dove una Madre mostro-divoratrice, una medea del ventunesimo secolo, lungi dal proteggerlo e nasconderlo, lo respinge, lo aggredisce, lo tortura verbalmente (e non solo), lo umilia, lo massacra, lo annichilisce, inzigata da Chiara, la sorella.
A queste femmine folli si aggiunge un ottuso commissario di polizia, presentatosi con la vittima a casa di Piero e della sua sconclusionata famiglia.

“Una madre ama sempre il proprio figlio, anche quando lo odia”

Sarcastico, sconvolgente, sempre sul filo di un’ironia tragica, Aquilino riflette - come in uno di quegli specchi deformanti da luna park - vizi, perversioni, mostruosità, intrinseche storture dei legami familiari.


VERGINELLA
Sabato 12 febbraio (ore 21.00)
Domenica 13 febbraio (ore 16.00 - 21.00)

Verginella - una ragazzina di undici anni - in fuga dall'istituto a cui è stata affidata in custodia, si rifugia in una chiesa. Gli adulti che si occupavano di lei, la madre e lo zio, sono stati arrestati dalle forze dell'ordine con l’accusa di molestie sessuali. In chiesa, di fronte ad una silenziosa statua di Gesù, Verginella racconta la sua storia, descritta attraverso la percezione distorta e drammaticamente contraddittoria del suo devastato mondo affettivo. Allo stesso tempo, in un serrato montaggio drammaturgico, assistiamo alle reazioni dei due adulti sotto accusa.
“Tematiche come questa - spiega Stefano de Luca - non possono essere affidate soltanto alla informazione spettacolarizzata né semplicemente all'aspetto giudiziario delle vicende di pedofilia. Noi crediamo che il teatro possa e debba offrire il suo contributo allo sviluppo di una società matura”.


CANICANI (prima nazionale)
Sabato 19 febbraio (ore 21.00)
Domenica 20 febbraio (ore 16.00 - 21.00)

In una tranquilla villetta a schiera, sulle note di allegri motivetti che richiamano alla mente jingle pubblicitari, si compie l'inimmaginabile. Canbett, Canfil, Cancion, i giovani “canicani” vengono resi schiavi dai loro stessi genitori, cannibalizzati, i corpi ridotti a oggetti, a cibo. Canicani racconta, spingendola alle estreme conseguenze, la deriva antropofaga di una società in cui tutto è mercificabile. A cominciare proprio dal corpo, esibito, venduto, comprato -anche a pezzi, un tanto a organo - e sconciato a seconda delle necessità del potere, sia esso economico oppure legato alle strutture della società e della famiglia. La forma scelta per raccontare questo estremo degrado è quella del teatro musicale, con i personaggi a rappresentare sé stessi e le loro miserie - umane e disumane - in un folle karaoke omicida, sempre alla ricerca di un “pubblico”, teatrale o televisivo che sia, che li confermi nel loro assurdo, grottesco esistere.

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