domenica 10 giugno 2018

AUTORI EXPO

Sono socio del CENDIC (centro nazionale drammaturgia contemporanea). Tra i servizi offerti, una pagina di presentazione degli autori. Ecco  un articolo:


E qui la mia pagina:



giovedì 31 maggio 2018

DIECI ANNI DI TEATRO



Un'ottantina di immagini per ricordare gli spettacoli allestiti negli ultimi dieci anni. Mancano quelli "piccoli", nati da occasioni in collaborazione con le scuole. E di alcuni sono solo il drammaturgo (quelli con la compagnia Lupusagnus). Penso di avere imparato molto, soprattutto per la necessità di dovere provvedere a tutto: testo, regia, scenografia, costumi, coreografie... Ora questa esperienza dovrebbe confluire in una fase nuova. Forse a inaugurarla sarà l'"Edipo re" di Sofocle, riscritto in piena libertà espressiva. Forse il laboratorio con i più piccoli metterà in scena fiabe per i bambini della Scuola Materna. Forse... I forse appartengono al mondo delle ipotesi, dei desideri, dei sogni. A me piacciono molto. Aprono possibilità senza confini. Poi ci si confronta con la realtà e una parte del lavoro è già stata fatta nell'immaginazione.











domenica 20 maggio 2018

LABORATORIO KALON 2008-2018

Dieci anni di teatro nella scuola, con la scuola e per la scuola. Tutto finito. Non c'è più uno spazio per il laboratorio. Spiace per la scuola. Era solo un'aula, ma quanti ragazzi ci sono passati! Quante scenografie! Quante attività diverse! Spettacoli con le Classi Quinte, spettacoli con le classi di scuola media, laboratorio con i ragazzi demotivati, messe in scena sul bullismo, scene dagli autori classici, le tre elaborazioni delle tragedie greche (Baccanti, Medea, Troiane).
Dal Teatro dei Passeri al Laboratorio Kalon. Ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato. E' stato faticoso, ma le avventure sono così: ansia, fatica, incertezza, timore... e poi si arriva comunque al palcoscenico per una o due repliche al massimo. Nel frattempo, i ragazzi ne sanno più di prima su se stessi e gli altri, sul proprio corpo e sul proprio carattere.

Teatro anomalo. Ho ricoperto i ruoli di drammaturgo, regista, coreografo, musicista, scenografo, tecnico... L'intero spettacolo sulle mie spalle. Per questo ritengo di avere imparato molto. Lavorando sempre con esordienti spesso timidi, ritrosi, quando non manifestavano una decisa opposizione. Il teatro coinvolge e non tutti gradiscono questa intrusione nella loro privacy. Di solito, con pazienza, si arrendono e danno il loro contributo. E' sempre stata una gioia verificare i cambiamenti e i miglioramenti.

E ora? Ora viene l'estate. Si ricomincia con il sole. Dove? Da un'altra parte, grazie all'Assessorato per la Cultura. Ora devo elaborare un modo nuovo di fare teatro. Mi piacerebbe fare lavorare i ragazzi con gli adulti. Si vedrà. Ho inmente l'Edipo di Sofocle. Si vedrà. Per il momento è ancora primavera.



martedì 8 maggio 2018

IL MANGIALIBRI 2018



Torna il concorso di lettura e scrittura con centinaia di ragazzi partecipanti: tutti gli alunni delle classi seconde, terze (la novità di quest'anno: il Babymangialibri!), quarte e quinte elementari e quelli delle prime medie. Premi per i primi tre per ogni ordine di classe, premi per correttezza linguistica, originalità, profondità di pensiero e poesia. Due premi dalla libreria "La Talpa" di Novara che ha collaborato entrando in giuria. Un ringraziamento agli insegnanti che hanno selezionato tre lavori per ogni classe. 

Laboratori nelle classi Quinte e Prime medie di prosa e poesia condotti da me, per fare scoprire le potenzialità espressive della parola in un rapporto coinvolgente, appassionante e ludico con la scrittura

Ci sono tantissimi ragazzi che amano leggere e scrivere. E che lo sanno fare bene. METTIAMOLI SUL PALCOSCENICO! E ACCOGLIAMOLI CON UN GRANDE APPLAUSO! Prima della premiazione, lo spettacolo "Tre donne e un lupo" con gli attori esordienti del "Laboratorio Kalon". Vi presentano la versione popolare di "Cappuccetto Rosso".


sabato 5 maggio 2018

LE DONNE DI ILIO: il video.


"LE DONNE DI ILIO" di Aquilino, ispirato alle "Troiane" di Euripide. Laboratorio Kalon con ragazzi dai 10 ai 13 anni. In Oleggio (Novara).

giovedì 26 aprile 2018

IL TUO NOME È CORAGGIO


PINO BOERO
Diverso è il caso di  Il tuo nome è coraggio di Aquilino (Einaudi ragazzi, € 12,00, da 11 anni) in cui lo scrittore di cui apprezzo anche la coerenza stilistica (è “rapido” nella scrittura senza cedere alle mode dell’impoverimento linguistico, è capace di cogliere un sentimento in poche battute) racconta di due fratelli migranti figli, però, di un padre coraggioso, capace di opporsi ai trafficanti di uomini… Separazioni, dolorose esperienze, piacere del ritrovarsi: Il tuo nome è coraggio non è saga di buoni sentimenti, ma invito a una pacata riflessione lontana dai roboanti proclami di chi amplifica le paure del “diverso” e dimentica i colpevoli opportunismi della nostra “civiltà”.





LA FURIA DI RACHELES, Eretica Edizioni


Non manca molto al futuro raccontato nel romanzo. Un futuro di degrado sociale assoluto. Lo strapotere di una dittatura nemmeno nascosta dietro ipocrisie di rito ha consegnato il mondo a un’elite. Niente di nuovo, viene da dire. La novità è rappresentata dalla comparsa, nel deposito di auto rottamate custodito dall’anziano Duilio, di una novantenne che di sé conosce solo il nome: Racheles. Vecchia, ma forte. Tanto da smontare veicoli e uccidere mostri a mani nude. Insomma, un Eracle al femminile mandato a purificare di nuovo la terra. Non Euristeo ne determina il destino, ma la governatrice Minerva. Alle sue dipendenze, subendone i ricatti, Racheles sviluppa una coscienza sociale che la conduce addirittura ad abbandonare l’idea di uccidere, per abbracciare quella di una rivoluzione da fare insieme ai reietti.
Sinossi
Periferia di Milano, anno 2030. Duilio, il custode del deposito di auto rottamate, trova una novantenne discinta dal brutto carattere. Pensa che sia una senzatetto e le offre ospitalità. Scopre poi che la sconosciuta possiede una forza spaventosa e, cosa che lo inquieta ancora di più, che ringiovanisce dopo ogni “impresa”. Si chiama Racheles e dopo che ha ucciso un mostruoso cane-leone viene ingaggiata dalla potente Minerva, la governatrice della Regione Settentrionale. Per lei uccide l’Idra, un mostro delle fogne. Cattura la cerva d’oro. Risolve il problema dell’invasione dei cinghiali. Minerva medita di demolire il deposito e l’agglomerato urbano che costituisce il mondo di Duilio, e ora anche di Racheles. I due le dichiarano guerra, affiancati da Fosco, un investigatore, e da Glider, un giovane hacker. Traslocano la comunità a Muregocio (Mergozzo), zona dichiarata off-limits da Minerva, che l’ha cancellata perfino dalla memoria collettiva. Faceva parte della Repubblica dell’Ossola e di nuovo, dai monti, scendono disobbedienti pronti a opporsi alla dittatura. Racheles ha sempre avuto la consapevolezza di essere tornata in vita per uccidere qualcuno. Pensava che il suo obiettivo fosse lo scienziato Nefesto. Scopre che si tratta invece di Minerva, sua madre. Ma non la ucciderà. La combatterà.
Incipit
Una settimana prima, fine maggio 2030
Duilio Magistris, l’unico custode del deposito metropolitano di veicoli rottamati, se ne sta a naso in su a fissare la carcassa cinque metri sopra di sé. Ne è quasi sicuro (ha superato i settanta, qualche deficit intellettivo comincia a farsi sentire): il giorno prima non c’era. Chi ce l’ha messa? I ladri di autoricambi, di questo è certo. Ma quale delle cinque bande che visitano con regolarità il deposito? Non può saperlo. Ha tanto raccomandato a tutti quanti, dai sudamericani ai romeni, dai nigeriani agli scandinavi: prendete quello che volete ma lontano dalla mia casa, perché occhio non vede cuore non duole. E le telecamere sono state tutte fracassate a sassate o pistolettate. Perlomeno quelle visibili.
Imbecilli!
Lo sanno che rischia il posto!
“L’hanno fatto stanotte” pensa a voce alta. “Credevo che erano i gatti in amore e invece erano quei deficienti.”
Dopo un’ultima occhiata, se ne torna a casa scuotendo il capo deluso.
“E questo è il ringraziamento?” grida alla desolazione.
Ma perché faticare a poggiarla là in alto, sopra due piani di rottami?
“Stranieri. Ognuno la pensa a modo suo.”
Sì, va bene, ma non se lo toglie dalla testa: perché fare la fatica di depositare un’auto là sopra le altre? Proprio non lo capisce. E le cose che non si capiscono meglio non pensarci più, che tanto il mondo fa schifo lo stesso.
Gli ci vuole un grappino per tirarsi su.

Un incipit ossuto e strabiliante

Ho gli occhi chiusi, mi vedo dentro. Sento il respiro, so di essere qui. Viva. Ogni respiro un grido: io! io! io!... ma io chi?
Odori dai meno gradevoli ai più smaniosi, tra i quali uno di aglio mi tormenta: va dritto allo stomaco e me lo strizza. Voci lontane, cinguettii rallentati di uno stormo di migratori. Straccetti di sole sulla pelle, e a tratti un tocco di brezza modesta. Che altro? La scomodità della posizione, un fastidio doloroso alle natiche: devo spostarmi. Con cautela, però. Mi sento instabile.
Ma dove sono?
Non mi resta che aprire gli occhi (il respiro ora è più calmo, passata è la tempesta).
Dritto davanti a me un vetro sozzo, curvo e incrinato, mentre a destra e a sinistra niente. I finestrini laterali rotti, ne scorgo i frammenti sul pavimento dell’utilitaria nella quale sono seduta. Lercio anche il pavimento, strie di fanghiglia. Puzza di acqua marcia, infatti. Divelto il volante, scomparso il secondo sedile, uno squarcio nel tettuccio: ah, ecco da dove entra il sole.
Sospiro lungo, profondo, un mea culpa. Ma non è colpa mia. Io non ho fatto niente. Non ricordo e quindi non ammetto colpe. Perché ho così paura di essere accusata di qualcosa? Non guidavo io, ne sono certa. Oh, sull’aletta parasole c’è ancora lo specchietto. Merda. Non è la faccia di un pirata della strada, quella che vedo. Ma di una donna anziana. Faccia rugosa e livida, capelli bianchi radi, occhiaie da… da che cosa? Insonnia, droga, sbronza, depressione, malattia, premorte? Brutta faccia. Ne avrei preferita un’altra. Giovane, soprattutto. Ho paura di essere quella che sono. Un rottame anch’io. Mi spaventa, la mia faccia. Muso da bestia vecchia, da abbattere. Più che ansia, è angoscia. Profonda, emerge con la potenza di uno squalo. Mi morde a sangue. La faccia di una zombi. Gli occhi umidi e rossi… Miei e dello squalo. La stessa creatura, io e lui.
Oh, povera vecchia, che cosa ci fai qui? Che cosa ti è successo?

sabato 14 aprile 2018

LE DONNE DI ILIO





Due video relativi alle prove di "Le donne di Ilio". Laboratorio di teatro con allievi dai 10 ai 13 anni. La sede è in un'aula dell'I.C. "Verjus" di Oleggio.