giovedì 9 dicembre 2010

ORRENDI PER SEMPRE recensione


Consiglio vivamente questa piccola perla della letteratura per l'infanzia. Ci sono libri che dovrebbero avere molta piu' visibilita' di quella che in realta' hanno. "Orrendi per sempre" e' un capolavoro, per lo stile di scrittura asciutto e diretto, il ritmo incalzante, il continuo interesse e gli innumerevoli messaggi che trasmette ai ragazzi. In particolar modo il senso della diversita' e dell'emarginazione come qualcosa da non ignorare. I personaggi acquistano carisma dopo poche pagine e il semplice, seppur sapiente intreccio, della trama conduce a un finale esaltante. Comicita' e ironia condiscono la storia di questi 'macabri' personaggi facendo sorridere il lettore, in particolar modo nella figura di Spizzo. Questo libro non dovrebbe mancare nella vostra biblioteca, se amate la letteratura per ragazzi. Il mio e' stato quasi un colpo di fulmine: visto di passaggio per i corridoi della libreria e subito raccolto. Copertina meravigliosa! Si vede anche al buio!

"-Albein e' bravo- disse. -Ho conosciuto bambini senza gambe. Se avessero avuto le sue...Ma perche' anche lui e' solo, dato che ...e' normale, no? A parte le gambe. Uno intelligente come lui non l'ho mai incontrato. Che forza la lavatrice!-
-Le persone- rispose Reginald -hanno persino paura di non essere tanto speciali come credono. Quando incontrano uno come Albein, lo detestano perche' lui e'...non solo e' piu' intelligente, ma anche modesto. Se Albein fosse stupido e saccente, lo accetterebbero senza dificolta'-
-Come e' strano il mondo!-
Com'e' cattivo, avrebbe voluto correggerlo Reginald. Ma questo Macabro lo sapeva gia'. Anche lui, come tutti loro, preferiva comunque pensare che un giorno il mondo sarebbe potuto migliorare, perche' di persone buone in giro ce n'erano parecchie, anche se non si facevano notare quanto le altre".

(aNobii)

lunedì 6 dicembre 2010

EGOISTI E PREPOTENTI


Egoisti e prepotenti, i verdoni fanno la guardia alla dispensa e non lasciano avvicinare cinciallegre, passeri e fringuelli. E' proprio un mondo di verdoni!

INVERNO

domenica 5 dicembre 2010

UOMINI-ANIMALI


Riporto l'inizio delle recensione di Massimo Vallerani, docente presso l'Università di Torino, a "Visibilmente crudeli. Malviventi, persone sopette e gente qualunque dal Medioevo all'età moderna" di Giacomo Todeschini, ed. Il Mulino. L'ho letta durante la serata di presentazione dei miei libri, per spiegare in quale modo risultassero collegati.

"Quando i venerabili patres cristiani del secolo IV costruirono il complesso edificio istituzionale e ideologico della chiesa cattolica immaginarono una società a cerchi concentrici, con un nucleo di eletti illuminati dallo spirito santo, formato dagli stessi vescovi e da quanti tra i fedeli erano in grado di capire le sacre scritture; al di fuori di questa cerchia si trovavano i semplici fedeli, di buona fama e rispettabili, vale a dire obbedienti ai precetti della chiesa cattolica; poi, più esterni, i villici, gli abitanti del suburbio, simplices, ignoranti e fragile preda di superstizioni contrarie alla fede; ancora dopo, tutti i "minorati" per qualche ragione, giuridica o fisica, anche senza colpe, come le donne, gli infanti, i pazzi, gli stolti; e infine, fuori di qualsiasi recinto, i reietti, i nemici della fede, gli eretici, gli apostati, gli ebrei e in generale i delinquentes, persone malvagie, incuranti della propria reputazione e per questo nemici naturali e impenitenti della fede cristiana. Tutti questi, esclusi, o più frequentemente autoesclusi e per nulla consapevoli della propria condotta, non solo erano fuori del novero dei fedeli, ma dovevano essere espulsi anche dal consesso civile, perché ritenuti indegni, incapaci di fides e dunque privi di credibilità e di affidabilità. Erano persone naturalmente ribelli, perché la mancanza di fides religiosa portava con sé un'assenza sia di fides come fiducia, necessaria a stabilire relazioni sociali positive, sia di fidelitas come obbedienza al potere politico.
Di più, per i dotti padri della chiesa, intrisi di cultura romana – che aveva attentamente graduato la personalità giuridica secondo l'età, il sesso e la condizione sociale dei soggetti –, i non credenti e gli infedeli erano di fatto "non persone": erano "uomini-animali", privi delle facoltà intellettive necessarie a penetrare la parola divina e ad accettare la guida imposta dai patres della chiesa trionfante. L'uomo non cristiano è respinto in uno stato di abbrutimento animalesco che lo denuda della stessa definizione di uomo: chi non ha lo spirito santo, è "segregato dalla chiesa", e dunque è un animalis, conduce una "vita bestiale", come scrive sant'Agostino sulla scia di san Paolo. Al di fuori della civitas cristiana, che si identifica con la società politica in generale, si trova solo una silva incolta, abitata da demoni e da bestie."

OBBEDIRE SEMPRE, PENSARE MAI


Tra le cose più terribili della vita metto la condizione di chi fa parte di una società ritenuta civile nella quale la libertà di pensiero e il rispetto delle individualità sono solo parole. Una società che instaura un sistema di controllo totale, che soffoca la diversità e il dissenso, che pone le proprie fondamenta sull'ingiustizia e sullo sfruttamento. Lo può fare perché l'obiettivo non è il benessere per tutti, ma il superfluo per pochi. E' una società elitaria in cui la massa viene sempre più ricacciata in uno stato di abbrutimento, resa tale e quale a una mandria ottusa. La si governa con facilità, suggestionandola fino a renderla disponibile al macello. Una società senza idee, modellata su ideologie che si basano solo sulla retorica di un pensiero autoreferente. Esso sobilla le persone, ne solletica gli istinti più egoistici e aggressivi, spacciando per ideale ciò che è solo ipocrisia, violenza ingiustificata, ignoranza, fanatismo.
Questa società fa paura. Tutti i limiti vengono presto infranti e crimini quali aggressioni, linciaggi e distruzioni sono giustificati in modo farneticante. Fa paura anche perché non solo incoraggia, ma premia l'aggressore, come anche l'evasore e il truffatore.
Questa società è retta da furbi idioti, violenti e ignoranti. Non hanno pudori, non hanno remore, ed egocentrici, cinici, megalomani, presuntuosi, bugiardi e infidi, inibiti emotivamente, incapaci di empatia come sono scoprono in sé forti attitudini al potere più vile e abietto.
Ecco perché ho scritto che si tratta di una condizione terribile.
Perché la vita di persone sensibili e intelligenti, alle quali non interessa la prevaricazione sugli altri sotto forma di potere politico, è pesantemente condizionata da questi vermi spietati che uccidono e distruggono le cose più belle.
Ma come può un popolo tollerare una situazione simile?
In particolare il popolo italiano?
Per farlo, bisogna che sia masochista. Che adori essere comandato. Che senta il bisogno di avere sopra di sé figure più simili a semidei che a uomini. Che abbia coltivato forme di ingenuità e di superstizione. Che sia carente di autonomia e senso di responsabilità personale. Che preferisca i soliti panem et circenses a soddisfazioni più profonde e durature. Che sia suggestionabile. Che aborrisca da ogni rivoluzione, convinto che l'autorità va comunque rispettata. Che prediliga la vita in branco a quella solitaria. Che ami la violenza come espressione di virilità. Che sia maschilista. Che...
Noi non abbiamo solo la Patria, abbiamo anche Dio, e insieme generano la Nazione. Noi non abbiamo solo un supercapo, ne abbiamo due: il premier e il papa. Noi non abbiamo solo gli eroi, abbiamo anche i santi. Non abbiamo solo la Costituzione, ma anche il catechismo. Non solo il municipio, ma anche la chiesa...
Presi tra due fuochi, i cittadini italiani non hanno via di scampo.
Obbedire sempre, pensare mai.
Altrimenti si è sovversivi, terroristi, contronatura, animali, sottospecie, nemici da sconfiggere con la censura, la diffamazione, la prigione, la scomunica, il licenziamento... e magari le bastonate.
E non manca chi ci ha lasciato la pelle.

venerdì 3 dicembre 2010


Aprite i libri con religione; non guardateli superficialmente, perché in essi è racchiuso il coraggio dei nostri padri; soprattutto amate i poeti: essi hanno vangato per voi la terra per tanti anni, non per costruire tombe o simulacri, ma altari. Pensate che potete camminare su di noi come dei grandi tappeti e volare con noi oltre la triste realtà quotidiana. A. Merini.

Non ho letto molto di Alda Merini, ma mi è bastato per decidere che non mi piace. Non ci trovo il gioco della rima e dell'assonanza, la metrica, la singolarità lessicale, lo stupore dell'accostamento, il lampo dell'intuizione... Nemmeno spunti di riflessione o aperture su nuovi punti di vista.
Religione... il coraggio dei nostri padri... altari... brr, mi vengono i brividi. In queste poche righe c'è tanta retorica da erigere un monumento di regime. I libri sono libri, non magie. Ce ne sono tantissimi che andrebbero bruciati prima ancora di aprirli. Falsi, ipocriti, bugiardi, mistificatori, violenti, demagogici, fanatici... Via, via, la terra vangatela per seppellirli. Il coraggio dei padri? Dipende da quali. Quelli celebrati nei libri e nelle commemorazioni spesso sono stati solo megalomani ignoranti o criminali. Altari? Basta con gli altari! Volare sui tappeti sì, ma solo per solcare i cieli dell'immaginazione, non per leggere le poesie della Merini. E poi questa triste realtà quotidiana! E' l'unica che abbiamo, e definirla triste è da depressi o da snob. La direi piuttosto tragica, sanguinolenta, ingiusta, oppressiva... ma direi anche che spesso la realtà offre momenti di gioia e che il mondo è bellissimo, ma sta a noi entrarci in sintonia. Il mondo è vivo, siamo noi che spesso non lo siamo. O lo siamo in modo fasullo.


UN'ALTRA PRESENTAZIONE DI VERGINELLA

Il dramma degli abusi raccontato al teatro Calcara di Crespellano

26/11/2010

L’orrore degli abusi in famiglia in uno spettacolo fortemente evocativo, dal ritmo travolgente ed emozionante fino alla commozione. Venerdì 26 novembre alle ore 21, il Teatro Calcara di Crespellano (via Garibaldi 56) accoglie la giovane e coraggiosa compagnia Lupusagnus con lo scottante testo firmato da Aquilino Verginella che racconta le molestie in famiglia dal punto di vista della vittima e dei carnefici (biglietto intero 10 euro, ridotto 8).

Diretto da Stefano De Luca e interpretato da Marta Comerio, Tommaso Banfi e Annamaria Rossano - tutti formatisi alla scuola di Giorgio Strehler -, Verginella è la storia di una ragazzina di undici anni, che fugge dall’istituto a cui è stata affidata dopo che la madre e lo zio sono stati arrestati con l’accusa di molestie sessuali. Rifugiatasi in una chiesa, alla statua silenziosa di Gesù Verginella confiderà, con terribile semplicità, il suo passato di emarginazione e violenza. E lo fa con le parole, poetiche e devastanti insieme, di una bambina sospesa tra amore e terrore, tra negazione e disperata ricerca di soccorso.

In un serrato montaggio drammaturgico, sulla scena fatta di semplici panche che di volta in volta diventano chiesa, cella, tribunale e camera da letto, compariranno anche la madre durante l’interrogatorio in questura e lo zio sotto processo in tribunale. Entrambi racconteranno la loro versione dei fatti, gli abusi e le complicità, svelando la loro natura di carnefici e di lupi, che come ombre spaventose continueranno a tormentare l’animo della bambina.

Secondo spettacolo di una trilogia dedicata alla famiglia, Verginella è “un testo che parla di paura e di emarginazione - spiega il regista Stefano De Luca -, in cui la famiglia diventa specchio di un aberrante circuito di potere dai confini più ampi di quelli di una casa. Tematiche come queste - aggiunge - non possono essere affidate soltanto all’informazione spettacolarizzata né semplicemente all’aspetto giudiziario delle vicende di pedofilia. Noi crediamo che il teatro possa e debba offrire il suo contributo allo sviluppo di una società matura”.

Come momento di elaborazione sul tema degli abusi, dopo lo spettacolo il pubblico sarà coinvolto in una discussione con gli attori e il regista della compagnia. “Questi incontri - conclude De Luca - sono parte integrante del lavoro di Lupusagnus e costituiscono un elemento distintivo del nostro modo di intendere il teatro e la relazione con il pubblico”.

Per consentire agli spettatori di assistere allo spettacolo, il Teatro Calcara mette gratuitamente a disposizione delle famiglie lo “Spazio bimbi”, una ludoteca con personale qualificato dove i più piccoli possono giocare e fare amicizia.

Lo spettacolo Verginella apre il cartellone “Nuovi teatri".

(da "Pace e diritti umani", http://www.paceediritti.it/wcm/pace_diritti/index.htm)


giovedì 2 dicembre 2010

Educational 2008 - 2009 Piccolo Teatro Milano



Un bel ricordo del laboratorio di "Mamma mammazza". Quanto tempo è passato! Ma a febbraio rieccola in una nuova edizione.