martedì 6 maggio 2008

IN SAECULA


COMUNICATO STAMPA


ROMA
St. Regis Grand Hotel
Giovedì 8 maggio 2008 ore 20.00

Cibo e teatro con i finalisti del terzo concorso
TeatroTeatro da mangiare


L'8 maggio alle ore 20.00, nella splendida cornice del St Regis Grand Hotel di Roma (Piazza della Repubblica), i testi finalisti del concorso "Teatroteatro da mangiare" (monologhi e dialoghi intorno al cibo e alla convivialità) saranno presentati associati a prelibatezze enogastronomiche.

I testi finalisti sono:

In Saecula di Aquilino
Insalata Russa di Cinzia Villari
Lei legge le labbra di Emanuele Vacchetto
La conquista del benessere di Alberto Patelli

I 4 testi saranno interpretati dagli attori:

Silvia Mazzotta
Cristina Pellegrino
Franco Mannella
Roberto Stocchi

La giuria, composta da: Fabrizio Russo (critico enogastronomico e presidente di Athenaeum), Stefano Grilli (produttore enologico), Giuseppe Manfridi (autore teatrale) Francesco Giuffrè (regista e attore teatrale), Flavia Bruni (giornalista e critica teatrale), Antonella Giovampietro (coreografa) Alessandro Mauri (autore vincitore della scorsa edizione) e Andrea Monti (critico teatrale e caporedattore di TeatroTeatro.it). Dopo una prima selezione sulla carta, la giuria eleggerà il vincitore tenendo conto della resa teatrale del testo e dell'indice di gradimento espresso dal pubblico.


Costo dell'evento 20,00 euro.
Per prenotarsi contattare il numero: 06 97273390 - 346.3727947 - 347.4422671

Ufficio stampa: Valentina Vivarelli Cell. 349-8025734

domenica 4 maggio 2008

FOTO 1

Pavia, un muro nei pressi di San Pietro in Ciel d'Oro, manifesti sovrapposti strappati.

mercoledì 30 aprile 2008

TEATRO TEATRO DA MANGIARE


Anche quest'anno ho partecipato volentieri (nessuna spedizione cartacea, solo il clic di un'email) al concorso (l'anno scorso in finale con L'ASSAGGIATORE DEL RE), scrivendo di un crociato di ritorno dalla Terrasanta che bussa alla porta di un monastero... A breve pubblicherò il testo.

Dall'articolo di Valentina Vivarelli su http://www.teatroteatro.it/


L'8 maggio 2008 torna TeatroTeatro da mangiare

IL GUSTO dello SPETTACOLO.
Serata unica dedicata ai monologhi enogastronomici. Al Grand Hotel Sant Regis di Roma, 8 maggio alle ore 20.00 vanno in scena i testi finalisti di TeatroTeatro da mangiare, il terzo ma unico concorso di scrittura teatrale dedicato al tema dell’enogastronomia. La serata comprende, grazie alla collaborazione con Athenaeum, L'Ateneo dei Sapori, degustazioni di vini della Palazzola e prodotti di alta qualità.

I testi che hanno passato la prima selezione sono:

In Saecula di Aquilino

Il pranzo – concorso di Tiziana Salvatori

Insalata Russa di Cinzia Villari

Un caffè e un babà di Pino Imperatore

Lei legge le labbra di Emanuele Vacchetto

La voglia di Benedetto Mortola

Di cibo di vino di Gianni Contarino

La conquista del benessere di Alberto Patelli

I 4 finalisti avranno la possibilità di veder interpretati i loro testi dagli attori:

Silvia Mazzotta

Cristina Pellegrino

Franco Mannella

Mauro Mandolini

Sulla base della resa scenica la giuria decreterà il vincitore.

8 MAGGIO ORE 20,00 ST. REGIS GRAND HOTEL

(Via Vittorio Emanuele Orlando, 3 - 00185 ROMA)

Costo della serata 20 Euro

Per informazioni e prenotazioni 347-4422671; 06-5415500

e-mail: info@teatroteatro.it

venerdì 25 aprile 2008

PASSEGGIATE A SOLOGNO E AZZATE










Passeggiate tra vigneti e risaie. Vediamo sempre più spesso falchi. Ieri uno davvero enorme, oggi uno di piumaggio molto chiaro, esplorazione radente su un campo di grano in cerca di topi e conigli. Parliamo per un'ora di LE CROCIATE DEI SANTI INNOCENTI, il libro che sto scrivendo. Betti ne ha lette una quarantina di pagine e incomincia il dialogo che lei teme sempre che diventi scontro. Non lo nego, le critiche pesano soprattutto perché mi illudo di avere concluso il lavoro e lei invece mi invita sempre a riprenderlo in mano per correggere, cambiare, rifare... Ma quanto è prezioso il suo intervento! Mi frena, mi fa riflettere, mi fa scoprire. Ci concentriamo sulla figura del monaco Leone, che è diventato il protagonista. Il suo è un viaggio al cuore del mondo, quello autentico, di carne e sangue, non quello degli indottrinamenti, dei fanatismi e delle superstizioni.

I BAMBINI NELLA CASA DELLA GUERRA


Ecco la casa della guerra. Lo spettacolo è pronto (vedi il mio sito). Faremo solo una o due prove generali con i costumi prima di sabato 17 maggio, quando i ragazzi affronteranno il pubblico. Ma uno spettacolo non è mai pronto. Ora si potrebbe affrontare la seconda fase, quella della interiorizzazione dei contenuti, del controllo di voce e corpo, dell’interpretazione dei personaggi… Questa, però, non è una scuola di teatro. L’attività è stata svolta in ambito scolastico e ci sono limiti di tempo e di obiettivi. Ci sono voluti mesi per portare i ragazzi a familiarizzare con l’espressione teatrale: voce, gesto, spazio, tempo… L’obiettivo primario, per me, è sempre trovare il modo di scavare fuori l’energia. Si parte che il ragazzo/bambino ha voce timida, gesto incerto, relazione confusa, consapevolezza piatta… e si deve arrivare alla convinzione del gioco appassionante; ci si deve credere, altrimenti non è divertente.
Gianna, la maestra, mi dice: non ti sembra che urlino troppo? non sarebbe meglio frenarli? e io rispondo: sì, ma preferisco non farlo, ho paura che regrediscano a quando la comunicazione era debole. Lei ci prova comunque e invita uno del gruppo a gridare e a muoversi meno. Risposta: come faccio? ormai mi esce così.
Mi capita spesso (non in questo caso) di incappare nella perplessità delle insegnanti che sono abituate ad alunni/attori/marionette. Spesso hanno fatto esperienza con animatori che pure si presentano come esperti di drammatizzazione. Il risultato? I ragazzi non guardano il pubblico e gli danno anzi volentieri le spalle, non si muovono, sussurrano o sillabano in modo lagnoso o robotico, non sembrano consapevoli di quello che stanno dicendo e facendo…
Non c’è un briciolo di energia in questa passerella di costumi. Perché questo teatro è tutto lì, nella scenografia e nei costumi. La recitazione? Quella non conta.

BRICCONIA NEWS: la storia


Nel tempo dei secoli passati, due mostri scaturiti dallo spazio profondo, quello più tenebroso, si erano impadroniti di Bricconia e delle anime di molti dei suoi abitanti. Ma non di tutti. Coloro che avevano mantenuto il cuore puro lottarono contro i tiranni. Quanti persero la vita! Lottarono con le idee e con l’immaginazione, con la solidarietà e con la fede in un mondo di giustizia e libertà. I mostri e i loro leccapiedi erano rozzi e prepotenti, fanatici e briganti, ipocriti e immorali, e molti di loro erano anche stupidi. Furono sconfitti, ma lasciarono dietro di sé un mondo di macerie tra le quali si sparsero i semi della loro malvagità.
I semi germogliarono. Nessuno estirpò le pianticelle. Presto alberi radicati in profondità si riempirono di frutti tossici. Quando furono maturi e caddero al suolo, si spaccarono lasciando uscire i nuovi mostri. Non avevano più solo forza e malvagità, ma anche furbizia. Si mescolarono alla gente e impararono a manovrarla con doni e lusinghe. Fecero leva sugli egoismi e sulle insoddisfazioni e scatenarono gli istinti più deleteri.
Non conquistarono il potere, lo assunsero per acclamazione. E la prima cosa che fecero fu di gridare la nuova verità: i mostri venuti dallo spazio profondo, quello più nero, erano buoni e avevano fatto cose buone e i guerrieri eroici che li avevano combattuti erano invece dei criminali.
Furono abbattute statue di marmo bianco ed eretti monumenti ciclopici di marmo nero. Rappresentavano mostri tanto orribili come nemmeno al cinema si erano mai visti.
Ma alla gente piacquero.

venerdì 18 aprile 2008

BRICCONIA NEWS: tank


“Come va, onorevole?”
“C****! Whf,xs! P**** p******! Di m****! Non vogliono darmi il tank al posto dell’auto blu!”
“Per farne che cosa?”
“Lo sa quel videogioco di stendere i pedoni? Educativo, l’ho regalato al mio nipotino per farlo crescere maschio.”
“Ora se la prende con i pedoni?”
“Solo quelli di colore. Questione di estetica. Rovinano il grigiore delle città.”
“Ma lei è razzista?”
“Come si permette? Proprio io, che sono un grande difensore della razza?”
“Ora dove va?”
“A bastonare quei f****** pacifisti. Seminano odio tra la gente che invece ha bisogno di stare tranquilla davanti al televisore mentre noi facciamo la politica.”
“Allora lasci stare il bastone e vada a fare la politica.”
“Ma è questa la politica!”
“Sono solo ragazzi.”
“Deus vult! Dobbiamo cacciare i mori dalla Gerusalemme nostrana prima che i crocefissi vengano tolti dalle aule scolastiche.”
“Onorevole, non le sembra di avere le idee confuse?”
“In hoc signo vinces! Le piace il mio stendardo?”
“Una croce uncinata?”
“Questo simbolo ha una storia!”
“Ma lei la conosce?”
“Mica avevo tempo di studiare quando andavo a scuola. Facevo già la politica, io! Nei bagni e nei corridoi, c**** quanta politica ho fatto contro quegli s****** di m****!”
“Onorevole, dice troppe parolacce.”
“Ma v*********!”

martedì 15 aprile 2008

PASSEGGIATA A SUNO






















Ma questo cielo non possono né comprarlo né portarselo via. Tentano di corromperlo, lo so, ma finora resiste e continua a dare questo senso di sconfinato contrapposto al mediocre e al meschino. E questa terra? Continua a dare a piene mani foraggio e grano. E i colori, potranno mai metterli in fila per fare uno slogan? E nemmeno possono far dire agli uccelli quello che vogliono. Gli uccelli cantano, non raccontano bugie come loro. Il falco non li degna nemmeno di un'occhiata. Guarda più lontano, lui. E quest'aria da bere gratis, questo respiro di libertà, possono forse fare una legge per vietarmela? Qui ci sono caprioli, scoiattoli, lepri, cinghiali e tassi che di loro se ne infischiano. Perfino le pozzanghere, qui, sono diamanti. E allora si può ancora parlare e sorridere, si può ancora vivere in un mondo che incanta. Le magie non appartengono a chi fa calcoli solo per se stesso. A chi non ha comprensione e mente aperta, a chi non ha intelligenza e gioia, a chi non dà ma prende. Le magie, se vogliamo, sono nostre.