martedì 10 febbraio 2009

ROMPIAMO IL SILENZIO





"Libertà e Giustizia è nata dalla proposta di un gruppo di persone che si è costituito come comitato dei garanti. I loro nomi sono: Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Alessandro Galante Garrone, Claudio Magris, Guido Rossi, Giovanni Sartori, Umberto Veronesi.Il cammino di Libertà e Giustizia lo costruiranno i suoi aderenti e sono pertanto aperte le adesioni di tutti i cittadini che vorranno trovare in questa libera associazione lo strumento per mettersi al servizio degli altri e del proprio Paese. Libertà e Giustizia è nata dalla proposta di un gruppo di persone che si è costituito come comitato dei garanti. I loro nomi sono: Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Alessandro Galante Garrone, Claudio Magris, Guido Rossi, Giovanni Sartori, Umberto Veronesi.Il cammino di Libertà e Giustizia lo costruiranno i suoi aderenti e sono pertanto aperte le adesioni di tutti i cittadini che vorranno trovare in questa libera associazione lo strumento per mettersi al servizio degli altri e del proprio Paese."



"Rompiamo il silenzio. Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti. Quando i legami sociali sono messi a rischio, non stupiscono le idee secessioniste, le pulsioni razziste e xenofobe, la volgarità, l’arroganza e la violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi.
Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all’opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse un giorno sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi.
Non vedere è non voler vedere. Non conosciamo gli esiti, ma avvertiamo che la democrazia è in bilico.

Pochi Paesi al mondo affrontano l’attuale crisi economica e sociale in un decadimento etico e istituzionale così esteso e avanzato, con regole deboli e contestate, punti di riferimento comuni cancellati e gruppi dirigenti inadeguati. La democrazia non si è mai giovata di crisi come quella attuale. Questa può sì essere occasione di riflessione e rinnovamento, ma può anche essere facilmente il terreno di coltura della demagogia, ciò da cui il nostro Paese, particolarmente, non è immune.

La demagogia è il rovesciamento del rapporto democratico tra governanti e governati. La sua massima è: il potere scende dall’alto e il consenso si fa salire dal basso. ll primo suo segnale è la caduta di rappresentatività del Parlamento. Regole elettorali artificiose, pensate più nell’interesse dei partiti che dei cittadini, l’assenza di strumenti di scelta delle candidature (elezioni primarie) e dei candidati (preferenze) capovolgono la rappresentanza. L’investitura da parte di monarchie o oligarchie di partito si mette al posto dell’elezione. La selezione della classe politica diventa una cooptazione chiusa. L’esautoramento del Parlamento da parte del governo, dove siedono monarchi e oligarchi di partito, è una conseguenza, di cui i decreti-legge e le questioni di fiducia a ripetizione sono a loro volta conseguenza.

La separazione dei poteri è fondamento di ogni regime che teme il dispotismo, ma la demagogia le è nemica, perché per essa il potere deve scorrere senza limiti dall’alto al basso. Così, l’autonomia della funzione giudiziaria è minacciata; così il presidenzialismo all’italiana, cioè senza contrappesi e controlli, è oggetto di desiderio.

Ci sono però altre separazioni, anche più importanti, che sono travolte: tra politica, economia, cultura, e informazione; tra pubblico e privato; tra Stato e Chiesa. L’intreccio tra questi fattori della vita collettiva, da cui nascono collusioni e concentrazioni di potere, spesso invisibili e sempre inconfessabili, è la vera, grande anomalia del nostro Paese. Economia, politica, informazione, cultura, religione si alimentano reciprocamente: crescono, si compromettono e si corrompono l’una con l’altra. I grandi temi delle incompatibilità, dei conflitti d’interesse, dell’etica pubblica, della laicità riguardano queste separazioni di potere e sono tanto meno presenti nell’agenda politica quanto più se ne parla a vanvera.

Soprattutto, il risultato che ci sta dinnanzi spaventoso è un regime chiuso di oligarchie rapaci, che succhia dall’alto, impone disuguaglianza, vuole avere a che fare con clienti-consumatori ignari o imboniti, respinge chi, per difendere la propria dignità, non vuole asservirsi, mortifica le energie fresche e allontana i migliori. È materia di giustizia, ma anche di declino del nostro Paese, tutto intero.

Guardiamo la realtà, per quanto preoccupante sia. Rivendichiamo i nostri diritti di cittadini. Consideriamo ogni giorno un punto d’inizio, invece che un punto d’arrivo. Cioè: sconfiggiamo la rassegnazione e cerchiamo di dare esiti allo sdegno.
Che cosa possiamo fare dunque noi, soci e amici di Libertà e Giustizia? Possiamo far crescere le nostre forze per unirle alle intelligenze, alle culture e alle energie di coloro che rendono vivo il nostro Paese e, per amor di sé e dei propri figli, non si rassegnano al suo declino. Con questi obiettivi primari.

Innanzitutto, contrastare le proposte di stravolgimento della Costituzione, come il presidenzialismo e l’attrazione della giurisdizione nella sfera d’influenza dell’esecutivo. Nelle condizioni politiche attuali del nostro Paese, esse sarebbero non strumenti di efficienza della democrazia ma espressione e consolidamento di oligarchie demagogiche.

Difendere la legalità contro il lassismo e la corruzione, chiedendo ai partiti che aspirano a rappresentarci di non tollerare al proprio interno faccendieri e corrotti, ancorché portatori di voti. Non usare le candidature nelle elezioni come risorse improprie per risolvere problemi interni, per ripescare personaggi, per pagare conti, per cedere a ricatti. Promuovere, anche così, l’obbligatorio ricambio della classe dirigente.

Non lasciar morire il tema delle incompatibilità e dei conflitti d’interesse, un tema cruciale, che non si può ridurre ad argomento della polemica politica contingente, un tema che destra e sinistra hanno lasciato cadere. Riaffermare la linea di confine, cioè la laicità senza aggettivi, nel rapporto tra lo Stato e la Chiesa cattolica, indipendenti e sovrani “ciascuno nel proprio ordine”, non appartenendo la legislazione civile, se non negli stati teocratici, all’ordine della Chiesa.

Promuovere la cultura politica, il pensiero critico, una rete di relazioni tra persone ugualmente interessate alla convivenza civile e all’attività politica, nel segno dei valori costituzionali.
Sono obiettivi ambiziosi ma non irrealistici se la voce collettiva di Libertà e Giustizia potrà pesare e farsi ascoltare. Per questo chiediamo la tua adesione."


POTETE FIRMARE L'APPELLO.

lunedì 9 febbraio 2009

DARWIN TRA LE NUVOLE 2



Ieri sera Stefano mi ha invitato a "Darwin tra le nuvole". Ah, che boccata d'aria, in un paese violento di fanatici provinciali e di bigotti metropolitani, dove stato e chiesa si alleano per fare l'eutanasia a intelligenza, buonsenso, solidarietà, libertà di espressione... Ci è stata raccontata in toni avvincenti ed emozionanti la storia di un pensatore libero. Ci è stato mostrato uno scenario molto più ampio delle avvilenti e meschine diatribe nazionali. Abbiamo sentito le suggestioni del tempo profondo, dell'evoluzione della vita, della fratellanza dei viventi. E soprattutto quelle della verità. Applausi a non finire, davvero a non finire.

sabato 7 febbraio 2009

CORVI


CORVO Cra! Cra!
RAGAZZA Ti prego, lasciami andare.
CORVO Pensi che non lo farei, se potessi? Sciocca ragazza, io obbedisco a una legge superiore.
RAGAZZA Non può essere giusta una legge che mi impone tanta sofferenza.
CORVO Il dolore va accettato.
RAGAZZA È il mio dolore. Tu non ne sai niente.
CORVO Ne so quanto dice la dottrina.
RAGAZZA Quello che mi fai va contro la natura.
CORVO Ah, no! Sei tu che vorresti infrangere le leggi naturali rifiutandoti di farti divorare da me.
RAGAZZA Lasciami andare.
CORVO I corvi non uccidono.
RAGAZZA Mi mangi da viva!
CORVO Così dice la legge.
RAGAZZA Non vuoi che sia viva, non vuoi che sia morta. Vuoi solo che sia cibo per la tua ferocia.
CORVO Così dice l’ordine naturale, specchio dell’ordine divino.

martedì 3 febbraio 2009

DARWIN TRA LE NUVOLE




Di Darwin ricorre nel 2009 il bicentenario della nascita. Nacque infatti il 12 febbraio 1809, lo stesso giorno di Abraham Lincoln, il presidente che guidò gli Usa negli anni della Guerra Civile: l’uno liberò gli schiavi, l’altro emancipò la mente dai pregiudizi. Le nuvolette dei fumetti proporranno parole e pensieri di quel tranquillo gentiluomo del Kent che, fuori da ogni accademia, dopo aver fatto il giro del mondo sulla nave di Sua Maestà, il brigantino Beagle, doveva promuovere in biologia una rivoluzione intellettuale paragonabile a quella iniziata da Copernico in astronomia.



Teatro Studio
(anteprima 4-6 febbraio)
8 - 27 febbraio 2009
Darwin... tra le nuvole
un'idea di Luca Boschi, Stefano de Luca, Giulio Giorello
regia Stefano de Luca
impianto scenografico a cura di Marco Rossi
luci Claudio De Pace
con Clio Cipolletta, Gabriele Falsetta, Andrea Germani, Andrea Luini, Silvia Pernarella
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa



sabato 31 gennaio 2009

MADONNA DELLE MILIZIE



Da "Opus diaboli" di Karlheinz Deschner, Ed. Liberilibri 1996.
“Maria… è la “prosecuzione” cristiana dell’antica Grande Madre, il più vecchio idolo dell’umanità, già attestata intorno al 3200 a.C. come divinità principale (…) I Sumeri la chiamano Inanna, i Babilonesi Ishtar, gli Urriti Shauska, gli Assiri Mylitta, i Siriani Atargatis, i Fenici Astarte, gli scritti dell’ Antico Testamento la designano come Ashera, Anath o Baalath (la compagna di Baal), i Frigi come Cibele, i Greci come Gea, Rea o Afrodite, i Romani come Magna Mater. La si trova anche nell’indiana Mahadevi.
E la si può ritrovare in Egitto nella figura di Iside, che è quasi il ritratto della futura Maria.
Molto prima di Maria si venerava Iside come “madre amorosa”, “regina del cielo”, “regina del mare”, “dispensatrice di grazia”, “salvatrice”, “immacolata”, “semper virgo”, “sancta regina”, “mater dolorosa”.
Iside era “regina di maggio”, madre della vegetazione e della fioritura. Come Maria, Iside partorì da vergine e durante un viaggio. Come Maria, Iside teneva in grembo il figlio di Dio – chiamato allora Arpocrate o Horus – o gli porgeva il seno. Come Maria, anche Iside viene detta “madre di Dio”. (…) Iside lasciò in eredità all’ebrea anche i propri attributi: la mezza luna e la stella, e il mantello ornato di stelle. E poiché in passato c’erano state immagini di una Iside nera, talvolta la carnagione di Maria divenne scura fino al nero. (…)
Maria… è anche la Signora del campo di battaglia e del genocidio. Poiché assassinare invocando il nome di Maria è un vecchio e pio uso.”
Seguono quattro pagine nelle quali Deschner porta esempi: dai bizantini a Carlo Magno, dalla crociata contro gli albigesi ai massacri di mori ed ebrei, da Cortés a Mussolini e Franco… La Madonna delle Milizie si è data da fare su tutti i campi di battaglia.

giovedì 29 gennaio 2009

L'ACCADEMIA INTERNAZIONALE DELLA COMMEDIA DELL'ARTE



E' nata l’Accademia Internazionale della Commedia dell’Arte, la prima grande Scuola dell’arte di ‘recitare all’italiana’ creata dal Piccolo Teatro di Milano diretta da Ferruccio Soleri. Il vicedirettore è Stefano De Luca. Una Scuola di alta formazione con sede stabile nella Lombardia e sui palcoscenici di tutto il mondo.


Potete avere un free account che vi consente di scaricare materiali sulla commedia dell'arte.
Ed eccoci all'amico Stefano, eccoci a "Mamma mammazza", "Verginella", "Deathwatch" eccetera eccetera eccetera. Eccoci a LUPUSAGNUS.

"Allievo della Scuola del Piccolo, Stefano De Luca si diploma nel 1990 in recitazione e cinque anni dopo in regia sotto la guida di Giorgio Strehler. Frequenta seminari tenuti da Peter Brook, Ian McKellen (al Piccolo); Cicely Berry (Royal Shakespeare Company); Lev Dodin (Maly Teatr San Pietroburgo). Assistente alla regia di Strehler tra il ‘95 il ‘98, in spettacoli come L’isola degli schiavi di Marivaux, L’anima buona di Sezuan di Brecht, Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni e La grande magia di De Filippo, collabora anche con Lamberto Puggelli per L’avaro e Il malato immaginario entrambi di Molière, con Carlo Battistoni per Terrore e miseria del Terzo Reich, Lux in tenebris e Le nozze dei piccolo borghesi e con Guido Ceronetti per M’illumino di tragico. Con Soleri aveva già lavorato per Arlecchino e gli altri di Luigi Lunari in tournée a San Pietroburgo e per La serva padrona e Livietta e Tracollo di Pergolesi, ad Amsterdam. Da circa dieci anni allestisce spettacoli in Italia e all’estero. Tra questi, le due produzioni per ragazzi Pinocchio storia di un burattino da Collodi e Il piccolo principe da Saint-Exupéry, entrambi prodotti dal Piccolo; Sans titre dal Platonov di Cechov, presentato all’VIII Festival dell’UTE; Oreste di Alfieri, con Massimo Popolizio e Laura Marinoni, per l’Olimpico di Vicenza, Ubu Re di Jarry per il Teatro Nazionale di Timisoara (in lingua rumena); Trappola per topi della Christie, con Adriana Innocenti; Alcesti di Euripide, in ungherese, per l’Odry Szinhàz di Budapest; Baal di Brecht, in lingua tedesca, prodotto dal Wilhelma Theater di Stoccarda e presentato al Piccolo nel 2004, e Tre sorelle di Cechov, in lingua tedesca, sempre prodotto per il Wilhelma Theater.

Recentemente, ha diretto la nuova produzione del Piccolo La barca dei comici, spettacolo ispirato a un episodio dei Mémoires di Goldoni, nella rilettura di Strehler e, con la sua compagnia Lupusagnus, ha realizzato Mamma Mammazza, da un testo del drammaturgo italiano contemporaneo Aquilino." (dal sito dell'Accademia).

FILASTROCCHE.IT




Ci siamo scambiati gli auguri e Jolanda Restano mi ha chiesto di aggiornare la mia pagina in http://www.filastrocche.it/. Ecco fatto. http://www.filastrocche.it/contempo/aquilino/quila_it.asp
Foto nuova, biografia nuova, i libri... e alcune filastrocche, tra le quali questa.
Questo è il luogo in mezzo al mare
che nessuno può trovare
circondato da alte rupi
da montagne e da dirupi
l'onda canta Casta Diva
quando batte sulla riva
ma chi ascolta? c’è qualcuno?
non si vede mai nessuno
solo granchi e tre gabbiani
che non battono le mani
l’onda canta e si commuove
poi muggisce come un bove
piange sola e indispettita
non è stata mai applaudita.

DOVE VOLANO I GABBIANI


Gli studenti di un istituto d'arte di Isernia mi hanno chiesto un contributo per la loro intelligente iniziativa. Potete leggerlo all'indirizzo http://www.dovevolanoigabbiani.it/.
Ecco come presentano il loro progetto.


“DOVE VOLANO I GABBIANI“ è un progetto degli alunni dell’ Istituto Statale d’Arte di Isernia la cui iniziativa s’inquadra nel "DESS –Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014", campagna mondiale proclamata dall’ONU, e coordinata dall’UNESCO, allo scopo di diffondere valori, conoscenze e stili di vita orientati al rispetto per il prossimo e per il pianeta e sviluppare, nei giovani come negli adulti, negli individui come nelle collettività, capacità operative e di azione responsabile finalizzate alla riduzione e al riuso dei rifiuti.
La straordinaria attualità di tale tematica ha raccolto l’interesse del corso di Progettazione della sezione “Architettura e Arredo” del Progetto Michelangelo ed è stata esplorata, in particolare, dagli studenti della classe IVB attraverso attività didattiche collocabili tra arte e design, tra abilità tecnica e creatività, con l’obiettivo di ideare e realizzare prototipi di elementi di arredo come momento di ricerca sull'uso e il riuso degli oggetti, sui materiali e la loro valenza estetica e funzionale.
Il disordine ambientale provoca il disordine sociale e viceversa. Il concetto di “spazzatura” si estende al nostro rapporto con le altre persone, al nostro modo d’essere e di pensare. Il tessuto sociale è sempre più inquinato dal malcostume, dalla corruzione, dalla prepotenza, dall’egoismo, dall’indifferenza. Tali comportamenti catalizzano fenomeni legati all’emarginazione e alla produzione di rifiuti umani in un processo di sempre maggiore degrado sociale che pare ormai sfuggire ad ogni tipo di controllo.
“Dove volano i gabbiani” non vuole trascurare questo aspetto e intende intessere una “rete”, intesa come architettura di relazioni, fornendo uno spazio aperto ai contributi di personalità del mondo della cultura e dell’impegno sociale e di tutti coloro che desiderano esprimere riflessioni, scrivere storie e opinioni sul tema.
Gli interventi, inviati tramite la sezione contributi di questo sito, verranno poi raccolti e pubblicati, senza scopo di lucro, all’interno di uno spazio espositivo in occasione della manifestazione programmata dagli studenti per fine anno scolastico 2008-2009.