sabato 28 aprile 2012

L'ANGELO DEI MORTI


L'ANGELO DEI MORTI, testo e regia di Aquilino, Teatro Comunale di Oleggio, mercoledì 2 maggio 2012, ore 21.00.
Con il Teatro dei Passeri: Lorenzo Bedostri, Giovanni Gerundini, Francesca Brunelli, Gilberto Gerundini, Nicola Crippa, Matteo Melone, Lara De Ruvo, Tommaso Canovi, Martina Attinà.

Nell’aldilà, l’angelo Jehuel si rifiuta di continuare a raccattare le anime dei morti. Sfugge all’arcangela Michela e si tuffa… sulla Terra, con il plauso del diavolo Tenebros. Si ritrova nel giardino di Spam che con gli amici Bug e Chat si diverte a fare scherzi stupidi e crudeli. Suo padre, Tomtom, sta per essere arrestato per un’infinità di reati, mentre sua madre, Barbi, pensa solo alle prossime vacanze. Accolto dai tre ragazzi, Jehuel si presta alla realizzazione di un progetto strampalato: mettere in comunicazione vivi e morti in internet. Il risultato è invece che dall’aldilà richiamano la prozia di Spam, Manga, furibonda per come le hanno conciato la casa.
Michela, sulle tracce di Jehuel, fa la conoscenza di Barbi e di Tomtom che la implora invano di salvarlo dalla prigione. Otterrà invece qualcosa di più da Tenebros, che prospetta a lui e a Barbi un Aldilàdisney in cui tutti i desideri vengono esauditi, grazie a un patto di sangue. La loro umanità si degrada e si trasformano in morti viventi.
Intanto, emerge anche l’amarezza e l’insoddisfazione dei tre ragazzi. Sembra che nessuno possa essere felice: Tenebros perde le due anime dannate, Michela rinuncia a Jehuel, Tomtom e Barbi sono ridotti piuttosto male, l’angelo e i tre ragazzi sono costretti a lavorare… L’unica trionfatrice sembra essere Manga. Inquadra tutti in un progetto comune: ricostruire una società solida fondata sui valori tradizionali. Ma i tre ragazzi… In uno schema rigido, si sentono sacrificati. E i loro corpi esprimono energia pura.
Passato, presente e futuro nebbioso e contrastato della nostra Italia tra angeli e demoni.

I PERSONAGGI

LORENZO. Tenebros è un diavolo tentatore. Il suo obiettivo è assicurare quante più anime possibile all’inferno. È in competizione con Michela, ma alle esibizioni di potenza preferisce la furbizia e la diplomazia. Al fanatismo di Michela contrappone il cinismo di chi intuisce che tra gli opposti non c’è differenza.
GIOVANNI. Jehuel è un angelo di bassa categoria, un travet della reception celeste. Stanco di raccattare morti in condizioni orribili, si ribella con l’intenzione di trascorrere una vacanza terrestre. La sua risolutezza lo porta a disfarsi di ali e aureola.
FRANCESCA. Michela è più che un’arcangela, è un trono, una consigliera divina. Armata di spada, è dogmatica e spietata, tanto da far dire a Tenebros che tra diavoli e angeli a volte la differenza è inesistente. La sua missione è riportare Jehuel all’ovile.
GILBERTO, NICOLA,  MATTEO. Bug, Chat e Spam sono tre ragazzi senza ambizioni, senza doti particolari, senza responsabilità. S’impegnano solo a far passare il tempo in attività che non richiedano fatica fisica e mentale. Tuttavia, possiedono un’enorme carica energetica che aspetta di essere sfruttata.
LARA. Barbi è una giovane donna bella, ricca e sciocca. Pienamente soddisfatta della propria vita fatua, non si rende nemmeno conto di ciò che succede intorno e dentro di lei.
TOMMASO. Tomtom è un imprenditore-politico di successo. Ha raggiunto l’agiatezza in modo spregiudicato e ora deve fare i conti con la giustizia. Teme la prigione, ma non capisce che è già prigioniero di sé stesso: non è più un essere umano, è uno zombi. Senza dignità, senza possibilità di salvezza.
MARTINA. Manga è una donna di altri tempi. I suoi valori sono legati alla proprietà e al lavoro. Tornata dall’aldilà, rifiuta di tornarci, intravedendo la possibilità di rimediare agli imbrogli e agli errori dei vivi. Si prefigge di restaurare la casa-società e conta sull’aiuto di Bug, Chat e Spam. Ma i tre ragazzi sono disposti a lasciarsi inquadrare nel rigido sistema di valori che alla fin fine ha veicolato l’immoralità di Tomtom e la fatuità di Barbi? Forse loro cercano altro. Qualcosa in cui credere davvero, qualcosa che non li inganni e rispetti la loro libertà, la loro individualità, la loro creatività.


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